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Lucca

I big del Novecento e la loro sfida alle convenzioni

I big del Novecento e la loro sfida alle convenzioni

La mostra al museo Lu.C.C.A. dedidata a nomi fondamentali dell’arte contemporanea come Fontana, Burri e Bonalumi

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LUCCA. Appuntamento primaverile con la grande arte contemporanea al museo Lu.C.C.A di via della Fratta. Dal 19 marzo al 19 giugno sono in mostra le opere di alcuni dei nomi italiani pigliatutto delle aste mondiali dell'ultimo decennio. Tra questi Lucio Fontana, Alberto Burri, Enrico Castellani e Agostino Bonalumi, i maggiori interpreti dell'arte astratta degli anni Quaranta e Sessanta del Novecento: loro i celebri quadri con le tele tagliate e bucate, le cui quotazioni sui mercati internazionali stanno raggiungendo cifre da capogiro, come i 29,2 milioni di dollari battuti all'asta lo scorso novembre a New York per un'opera di Fontana. Insieme alle tele di questo poker di assi saranno in esposizione, poi, anche i lavori di Paolo Scheggi, Piero Manzoni, Turi Simeti, anch'essi autorevoli e quotatissimi esponenti della stessa idea artistica, e Giuseppe Amadio, considerato il loro erede naturale.

Si tratta di artisti che hanno lavorato sul superamento del concetto di tela - da qui il titolo della mostra “La tela violata” -, non più intesa come spazio di rappresentazione, ma a vantaggio di un approccio più fisico e diretto dell'opera, che avrebbe dovuto dialogare in modo assolutamente soggettivo con il pubblico.

«Ne sono scaturiti quadri - spiega Maurizio Vanni, curatore dell'esposizione e direttore del Lu.C.C.A - che hanno avuto il coraggio di violare la tela per riscrivere la storia, costruendo su di essa qualcosa di inatteso e rivoluzionario basato sull'utilizzo reale dello spazio, sull'indagine del tempo e sull'analisi del ritmo delle strutture». Tutto cominciò dai buchi e dai tagli di Fontana e dai “gobbi” (tele modellate) di Burri, nel 1946: è il primo manifesto dello spazialismo, con cui Fontana propone una nuova arte caratterizzata dallo studio fisico della materia, del colore, del suono in movimento, del ritmo. L'obiettivo era quello di superare i limiti bidimensionali della tela per creare uno spazio che fosse, al tempo stesso, fisico e concettuale.

Paola Taddeucci

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