Gioco
Divieto di accendere i falò da estendere a tutto l’anno
La proposta in consiglio in vista della scadenza dell’ordinanza antismog Con la primavera e la pulizia dei campi si teme un innalzamento delle Pm 10
CAPANNORI. Divieto di bruciare sfalci, ramaglie e potature esteso a tutto l'anno e in tutti i comuni della Piana per tutelare la qualità dell'aria e la salute dei cittadini. È questa la proposta del consigliere comunale Guido Angelini (Pd) contenuta in un’interrogazione che sarà presentata in consiglio al sindaco Luca Menesini e dell'assessore all'ambiente Matteo Francesconi. Una proposta, quella di estendere l'ordinanza che vieta gli abbruciamenti all'aria aperta e per attivare un servizio di raccolta, che ha origine dal fatto che è soprattutto con l'arrivo della primavera che si fa “pulizia” nei campi. Un'abitudine diffusa nel Capannorese, uno dei comuni rurali più grandi d'Italia.
I roghi usati in campagna per far pulizia di erbacce e ramaglie infatti sono una delle cause principali di inquinamento. Nei giorni di sforamento, secondo studi scientifici, il 47% delle Pm10 deriva dalla combustione delle biomasse, con una fortissima incidenza dell'agricoltura. Inoltre c'è il timore che, sfuggendo al controllo, questi roghi diventino causa d’incendi. Bruciare sterpaglie e potature all'aperto può costare anche caro: multe fino a 500 euro. Angelini, dopo le premesse in cui sottolinea i rischi, con la scadenza dell'ordinanza al 31 marzo, di un aumento delle polveri sottili, i chiede al sindaco «se non ritiene opportuno, per tutelare la salute dei cittadini, di estendere a tutto l'anno solare l'ordinanza per il divieto di bruciature a cielo aperto delle potature stagionali, visto che questo è il periodo delle potature. Avendo verificato sul territorio collinare e di pianura abbondanti quantità di accumuli destinate, quasi certamente, all' incenerimento».
Il consigliere chiede inoltre di attivare un servizio sperimentale con l'Ascit per la raccolta filo strada delle potature e sfalciature di oliveti, vigneti e attività agricole, ma anche di quelle, piuttosto rilevanti, provenienti da privati cittadini. Una proposta che Angelini chiede venga condivisa da «tutti i comuni che hanno sottoscritto il Pac 2016-2018, sigla che identifica il piano d'azione comunale, un pacchetto di misure per abbassare i livelli delle polveri sottili, che non hanno dato tregua fino a pochi giorni fa quando l'arrivo della pioggia ha migliorato la situazione. Ma con le quali dovremo fare i conti a lungo». Da qui l’invito a non abbassare la guardia: «Nei mesi primaverili la qualità dell'aria dovrebbe migliorare grazie a un aumento del vento, ma non deve calare l'attenzione su comportamenti ritenuti non corretti. È positivo, ma non sufficiente, l'attivazione di un servizio gratuito differenziato per la raccolta del verde a domicilio».(n.n.)
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