Sicurezza
Postino scansafatiche, lettere e bollette finiscono nel cassonetto
Invece di consegnare la corrispondenza l’ha occultata in un cestino di fronte al cimitero di San Vito
LUCCA. C’è posta per l’Aldilà. O almeno questo deve aver pensato il custode del cimitero di San Vito quando, nell’agosto scorso, ha trovato decine di lettere gettate nel cassonetto dei rifiuti che si trova di fronte al camposanto. In realtà, non si trattava di una corrispondenza ultraterrena tra i vivi e i morti, ma di un carico di bollette e avvisi lì abbandonati da un portalettere scansafatiche. Parliamo di un 37enne di Lammari che invece di consegnare il carteggio, ha pensato bene di scaricarlo nel cassonetto dei rifiuti. Come sono lontani i tempi in cui il postino suonava sempre due volte: questo nemmeno si è presentato alla porta.
All’epoca dei fatti, il giovane era alle dipendenze della J post, società incaricata della distribuzione delle missive nella zona di Lucca dalla Fulmine Group, un operatore postale privato. Ma lo stratagemma messo in atto dal portalettere ha avuto vita breve: il custode del cimitero di San Vito ha scoperto le missive cestinate e ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Anche perché nella corrispondenza non consegnata c’erano comunicazioni di una certa importanza: bollette da pagare, avvisi di Equitalia e Fiditalia, informative della compagnia telefonica H3G e via dicendo. Una ottantina di lettere in tutto.
Una volta recuperate le missive, trovare il responsabile del gesto non è stato difficile: sulle buste è inserito un codice a barre che permette di scoprire sia la società incaricata della consegna sia il postino a cui è stato affidato il compito.
Il fascicolo relativo a questa vicenda è finito sulla scrivania del sostituto procuratore Lucia Rugani, che nei giorni scorsi ha chiuso le indagini. Il giovane è indagato per violazione dell’articolo 616 del codice penale, ovvero per aver “distrutto e soppresso corrispondenza chiusa a lui non diretta”. Rischia fino a un anno di reclusione e una pena da 30 a 516 euro. Il giovane, nato a Lucca nel maggio ’78, è già noto alle forze dell’ordine e vanta alcuni precedenti di vario genere nel suo curriculum.
Ora dovrà fare nuovamente i conti con la giustizia, ma anche i cittadini che non si sono visti recapitare le bollette rischiano di dover pagare sanzioni e more per ritardi nei versamenti. Dato che la mancata consegna è stata accertata potranno rivalersi sul responsabile. Non è la prima volta che si verificano casi di questo genere, tant’è che le società che si occupano della consegna della posta hanno inserito sulle buste un codice per identificare gli autori di simili comportamenti. Evidentemente al 37enne di Lammari non era arrivata la comunicazione: colpa di qualche cattivo postino.
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