Il Tirreno

Lucca

Arti e testa amputati? Parola alle radiografie

Gianni Parrini
Arti e testa amputati? Parola alle radiografie

Il medico legale nominato dalla Procura di Lucca si occuperà degli accertamenti sul cadavere ritrovato senza capo in riva al Serchio

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LUCCA. Radiografie, un’autopsia e forse una Tac permetteranno di stabilire la causa della morte dell’individuo ritrovato giovedìmattina a San Pietro a Vico. Il dottor Stefano D’Errico è stato incaricato dal sostituto procuratore Elena Leone di occuparsi del caso. Il medico legale giovedì mattina è andato sul greto del fiume per vedere di persone le condizioni del cadavere e non si è voluto sbilanciare né sul sesso (anche se la cintura di pelle lascia pensare che si tratti di un uomo), né sulla nazionalità, tantomeno sull’età.

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Al momento il ritrovamento del cadavere è avvolto nelle nebbie del mistero: gli esami che dovranno fare chiarezza partiranno nei prossimi giorni. Intanto la salma è stata portata all’obitorio del Campo di Marte. D’Errico dovrà fissare un appuntamento col radiologo per effettuare gli esami diagnostici che permetteranno di capire se la perdita della testa e della mano destra sono state provocate da un’arma da taglio (e quindi da un ipotetico assassino) o se invece sono dovute alla lunga permanenza in acqua e allo scontro fortuito con tronchi e massi che il corpo potrebbe aver incontrato durante il tragitto nel fiume. Al momento l’unico elemento certo è che il corpo sia rimasto in acqua per diversi mesi: almeno 3 e fino a un massimo di 18. Questo, perlomeno indicherebbe lo stato di saponificazione dei tessuti. Le radiografie saranno utili anche ad escludere (o a confermare) la presenza di eventuali colpi di proiettile, giusto per non lasciare niente al caso.

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Questi riscontri, insieme all’esame autoptico, permetteranno di risalire alla causa e alla data della morte e di determinare sesso ed età della persona. Per l’identificazione, invece, sarà necessaria la prova del Dna. Le informazioni genetiche del cadavere saranno confrontate con quelle dei familiari delle persone scomparse negli ultimi 2 anni. Ma per avere delle risposte ci vorranno diverse settimane. Se anche il Dna non dovesse dare un nome al corpo, il fascicolo finirebbe nel Registro dei cadaveri non identificati, istituto nel 2007: i corpi senza nome sono già 1.385 (dato aggiornato a fine 2014).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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