Il Tirreno

Lucca

«Subito chiarimenti sul piano»

Renziani, riserve per l’ok all’operazione Gesam. «Troppe quote a Toscana Energia»

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LUCCA. La commissione consiliare sulle partecipate di questa mattina e le spiegazioni che si attendono dal sindaco Alessandro Tambellini durante il prossimo consiglio comunale. Sono le ulteriori fasi chiarificatorie sul piano di scissione asimmetrica di Gesam Energia che l’amministrazione vuole mettere in atto attese dalla componente renziana della maggioranza di governo a Lucca. Attese per esprimere un giudizio più netto sull’intera vicenda.

Su questo punto si è conclusa la partecipata e animata riunione di maggioranza andata in scena lunedì sera, alla presenza del sindaco Alessandro Tambellini, del presidente di Gesam spa Ugo Fava, dell’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli.

I renziani hanno mostrato una dose di scetticismo su alcune parti del progetto di scissione. Per questo è giunta la richiesta di fermare temporaneamente l’ingranaggio per riflettere su alcuni aspetti, in particolare sulla consistenza delle quote di Gesam Energia che si vorrebbero cedere a Toscana Energia.

Passi la scissione asimmetrica - è quanto i renziani avrebbero sottolineato - ma perché indebolire così tanto la presenza pubblica all’interno della società dell’Energia?

A questa e altre domande potranno fornire risposta i chiarimenti che arriveranno nel corso della commissione consiliare di questa mattina alle 8,30 in palazzo Santini, alla quale è invitato l’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli.

E poi si aspetta che, dopo la commissione, il sindaco annunci sue spiegazioni in merito nel corso del prossimo consiglio comunale.

Quanto a Bortoli, si è vociferato anche di una sua stizzita reazione alla riunione di maggioranza di lunedì seguita da minaccia di dimissioni se la scissione come lui l’ha progettata non venisse attuata.

Illazioni che Bortoli respinge in blocco al mittente. «Al compimento dei miei tre anni come amministratore unico di Lucca Holding - spiega - ho comunicato che mi sarei dimesso volentieri. Tre anni, secondo la mia esperienza, sono il tempo giusto per intervenire su una situazione come quella delle partecipate del Comune. Mi è stato risposto di rimanere per mettere a posto anche l’ultima questione, quella di Gesam Energia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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