Il dolore
Si ricostruisce il muro di Villa Bottini
Via ai lavori a quasi nove anni dal crollo. Il Comune spenderà 120.000 euro
LUCCA. . Terminata la fase preliminare di analisi e studio, in attesa delle autorizzazioni da parte della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici e della Soprintendenza ai beni archeologici, si allestisce il cantiere per il restauro del muro di recinzione di villa Bottini.
Il muro lungo la via Santa Chiara si sviluppa per una lunghezza di circa 100 metri con uno spessore di 44 centimetri e un’altezza di 5,20 metri. Il 27 settembre del 2007 un quarto di esso, corrispondente a 25 metri circa, è crollato e un’ulteriore porzione di circa 20 metri è stato messo in sicurezza con alcune longherine in acciaio.
“La soddisfazione oggi per noi è doppia – dichiara il sindaco Alessandro Tambellini –. Dopo nove anni di attesa finalmente riusciamo a mettere a posto anche questa situazione, e lo facciamo con il contributo essenziale dei cittadini che hanno preso parte ai lavori pubblici partecipati, decretando come una delle opere prioritarie per la zona del centro storico il restauro del muro di villa Bottini”.
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Gli interventi, che costeranno al Comune 120.000 euro (stanziati dall’amministrazione su input dei cittadini che hanno partecipato alla prima edizione dei lavori pubblici partecipati), saranno suddivisi in tre lotti funzionali, della durata complessiva di nove mesi, al netto di imprevisti in corso d’opera. Con il primo lotto si andrà a ricostruire il muro nel tratto crollato e per questo intervento si calcolano due mesi di cantiere. Il secondo lotto invece servirà a restaurare le due finestre presenti prima del crollo, infine il terzo lotto completerà il restauro del muro con il raddrizzamento della parte che attualmente è sostenuta da contrafforti in acciaio.
LA RELAZIONE TECNICA. Costruita a Lucca da Paolo Buonvisi nella seconda metà del XVI secolo, è costituita da forma parallelepipeda con copertura a padiglione dal quale si slancia una loggia belvedere. Posta sull'asse longitudinale del giardino dà origine a due spazi verdi di diversa dimensione. La proprietà, di forma rettangolare, è recintata da un muro nel quale si aprono rinascimentali finestre inginocchiate e quattro portali: due di questi sono posti in corrispondenza del viale trasversale del giardino più ampio, il terzo è il portale principale di accesso ed è posto sulla via Elisa ed il quarto ed ultimo è l'accesso con portone in legno da Via Santa Chiara.
Il primitivo impianto del giardino era costituito, nella parte più ampia, da quattro aiuole intersecate da due viali, come rappresentato in alcune carte storiche risalenti alla seconda metà del XVII secolo. Nella parte terminale a nord, un elaborato portale introduceva, e introduce tutt'oggi, al ninfeo, un'area sistemata a prato ombreggiata da lecci, che accoglie una fontana addossata al muro di cinta. Questo giardino conferì una specie di soprannome a quel ramo della famiglia che ne era proprietaria; infatti questo fu chiamata “Buonvisi al giardino". Nella sistemazione ottocentesca le aiuole rettangolari vennero sostituite da un disegno sinuoso dei viali che dette origine ad una trama di aiuole molto articolata e di forma arrotondata. Attualmente la parte posteriore del giardino, dopo decenni di incuria, si presenta di nuovo divisa da viali ortogonali che si intersecano nel punto in cui si trova una vasca ottagonale e che danno origine a quattro aiuole rettangolari a prato. Queste hanno al centro piccole vasche circolari poste a filo del terreno e sono arricchite da tassi, ippocastani, magnolie, lecci, platani e cedri del Libano.
Un ampio viale divide il giardino prospiciente l'ingresso in due spazi verdi decorati da due fontane, circondate da magnolie e conifere. La villa ha subito varie vicissitudini rimanendo anche per lungo tempo chiusa e abbandonata. La villa agli inizi del Novecento era proprietà dei marchesi Bottini di Lucca successivamente passò ai Motroni Andreozzi ed infine ai Marcheschi poi fu acquistata dalla regione Toscana che dopo il restauro la cedette al comune di Lucca, che la riaprì alle visite. Adesso è usata come ambiente di rappresentanza del Comune e sede dell'Ufficio Cultura.
IL CROLLO. In data 27 Settembre 2007 intorno alle ore 21 si verificò il crollo di una parte del muro di cinta di Villa Buonvisi- Bottini posto lungo via Santa Chiara. La parte crollata risulta estesa per una lunghezza di 25 metri tra l’edificio ad uso garage posto al civico 13 e la zona prospiciente l’ingresso lato o vest di via Brunero Paoli. Il crollo del muro di cinta, in muratura di pietrame e mattoni, alto 5,20 m c.a, ha interessato le strutture murarie dell’edificio “Residence Santa Chiara” situato sul lato opposto della strada. Il residence subì notevoli danni: la spinta delle macerie sulla base del muro di facciata fu aggravata dall’azione dinamica dovuta all’impatto delle rovine con il fondo stradale, risultato danneggiato con crepe ed avvallamenti localizzati in adiacenza del fronte dell’edificio.
IL DETERIORAMENTO DEL MURO. Oggi, ciò che appare aver aggravato lo stato di conservazione del muro e in particolare il fenomeno di disfacimento della malta è la crescita negli ultimi decenni, a ridosso del muro stesso, di numerosi arbusti e di alcune piante ad alto fusto. L’infiltrarsi della vegetazione all’interno del paramento ha provocato oltre che la perdita di legante, tensioni nella muratura fino alla rottura degli elementi lapidei; le radici hanno altresì provocato un sollevamento della base del muro ed una conseguente rotazione, fino a produrre un “fuor i piombo” del muro stesso molto preoccupante, fuori piombo che varia tra i 15 centimetri della zona del portale “principale” fino a un massimo di 32 centimetri in corrispondenza della finestra vicino all’altro portale. Il notevole fuori piombo del muro verso via S. Chiara si è prodotto nel tempo per l’effetto ribaltante delle radici delle piante di alto fusto di lecci addossate al muro da lato giardino. L’entità dell’eccentricità rispetto alla verticale si è accentuata in corrispondenza delle piante evidenziandone in tal modo l’effetto. A questo fenomeno di movimento ribaltante prodottosi lentamente nel tempo si è associato l’effetto delle radici dei cespugli di Lauro Cerasus e di Ligustrum che si sono inserite nelle lesioni alla base del muro per lunghe tratte, andando in tal modo a ridurre alle basi, caratterizzate da scadente muratura in ciottoli, la sezione del muro in maniera determinante. Questo effetto di riduzione di sezioni si ritiene più recente e conseguente anche alle energiche potature effettuate sugli arbusti. In conseguenza a quanto sopra si è venuta a creare una situazione al limite del collasso nella quale una anche minima perturbazione avrebbe creato, come di fatto avvenuto, il crollo esteso del muro; quest’ultimo effetto è risultato p articolarmente nocivo anche in relazione alla na- tura delle murature in ciottoli alla base. La perturbazione è riconducibile all’effetto del vento a raffiche dato che al momento del crollo le condizioni meteoriche erano caratterizzate da intense piogge e vento.
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