Il Tirreno

Lucca

Capriolo sbranato da un lupo in mezzo al paese

di Emanuela Ambrogi
Capriolo sbranato da un lupo in mezzo al paese

È accaduto in un giardino di via San Francesco L’assessore Zago: «La situazione è sfuggita di mano»

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BAGNI DI LUCCA. I lupi? Ormai anche nei giardini della case a Bagni di Lucca. La conferma arriva dall'assessore comunale, Giuseppe Zago, il quale riferisce la notizia della carcassa di un capriolo sbranato da un lupo ritrovata nel giardino di una villa in via San Francesco, alla Villa.

«Premetto - dice Zago - che il mio non vuole essere un attacco al lupo, ma agli enti che devono garantire la sicurezza e la tutela di chi viene colpito da questo animale e, come amministratore, è mio compito aggiornare i concittadini sullo stato delle cose. Non occorreva essere una “Cassandra” per prevedere l’arrivo dei lupi nei centri abitati.Il capriolo in questione è stato completamente sbranato nell’arco di una notte. È chiaro, a questo punto, che la situazione, come previsto, è sfuggita di mano e il lupo segnalato all’inizio solo con i segnali rilasciati dai radio collari in zone sperdute delle nostre montagne è diventata una figura molto meno poetica e sempre più una minaccia concreta».

Gli allevatori, che da tempo denunciano perdite di numerosi capi, hanno partecipato a numerosi incontri organizzati dagli amministratori del Comune di Bagni di Lucca sia per dare informazioni sul comportamento da tenere, sia per ottenere rimborsi ai danni subiti. «Personalmente aggiunge Zago - ho aiutato gli allevatori a compilare richieste di indennizzo. Promesse ne sono state fatte tante durante gli incontri, ma di soldi non se ne sono visti. Giustamente la paura e la disperazione si fanno strada tra la popolazione, gli allevatori si sentono presi in giro e chiedono spiegazioni su come è possibile continuare a lavorare per fare solo da dispensa a questi animali; molti pensano di mettere in vendita il proprio gregge. Teniamo molto a far si che i pastori si possano sentire tutelati e protetti. Sentirsi dire da chi ha preso impegni pubblici durante le riunioni, che non ci sono soldi e che i pastori devono tutelarsi con una assicurazione privata a spese loro, non è accettabile né da chi perde gli animali né da noi amministratori che puntiamo molto sulla valorizzazione e ripopolamento dei nostri territori». Sta sempre più diventando impossibile parlare di convivenza tra allevatori e lupi nella Valle del Serchio. Sempre più difficile, per le istituzioni che erano state avvertite da tempo, far finta o nascondere il problema.

«Un solo lupo - conclude Zago - non può divorare in una notte un animale di circa trenta chili; è più probabile che i lupi agiscano in gruppo, come sono già stati fotografati, e questo fa pensare. e soprattutto necessitano interventi risolutivi».

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