La manifestazione
Cadavere senza testa e senza mani ritrovato sul Serchio
Lucca, il corpo sarebbe di una persona morta già da molto tempo. A individuarlo un cane che già da qualche giorno "puntava" quella zona
LUCCA. Macabro ritrovamento lungo le sponde del Serchio nella mattinata di giovedì 25 febbraio: un cadavere senza testa e senza mani. A fare la "scoperta" un uomo che stava portando a passeggio il cane nella zona di San Pietro a Vico, in corrispondenza del distributore di gas.
Secondo le prime informazioni si tratterebbe del corpo di una persona (il sesso ancora non è definito anche se dalla cintura potrebbe trattarsi di un uomo) morta da molto tempo e che a lungo è rimasta in acqua, come denunciato dalla "saponificazione" dei tessuti.
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Il cane che ha ritrovato il cadavere è un corso di otto anni di nome Attila che - secondo quanto raccontato dal padrone, Felice Tomei - già da tempo stava "puntando" quella zona del greto del fiume. Per questo nella mattinata del 25 febbraio anche il padrone si è diretto verso la zona indicata dall'animale e ha rinvenuto il cadavere, incastrato sotto alcune frasche di un albero. Drammatico il racconto del pensionato: "Sono andato a controllare e ho visto qualcosa di bianco sotto i rami di un albero. All'inizio ho pensato fosse la carcassa di un animale. Poi ho spostato le frasche e ho trovato, riverso, il corpo della persona".
Indaga la polizia, mentre il pubblico ministero di turno Elena Leone ha dato mandato per l'autopsia al medico legale Stefano D'Errico. Ovviamente saranno prese in considerazione le liste degli scomparsi ed è probabile anche un'analisi del Dna da comparare con i familiari di persone che non hanno dato più notizie. Si tratta, ovviamente, di accertamenti che prenderanno diverse settimane. Decisiva sara l'analisi delle mutilazioni, per capire se siano state provocate da terze persone oppure se siano dovute alla decomposizione per il lungo periodo trascorso dal corpo nell'acqua del Serchio.
La squadra mobile, guidata dalla dottoressa Silvia Cascino, sta valutando ogni possibilità, dall'incidente al suicidio, fino a un atto violento.
A chi ha qualche anno, questo episodio ricorderà senz'altro quanto avvenuto esattamente 28 anni fa, quando una telefonata anonima al 113 fece ritrovare il cadavere senza testa di un rappresentante, di materiali edili, il 57enne Carlo Alberto Bertini. Un delitto del quale non si è mai trovato il responsabile, così come mai si trovò la testa dell'uomo.
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