Toscana
Tentata estorsione, gli indagati chiedono il rito abbreviato
PORCARI. Si concluderà con un rito abbreviato il 31 maggio prossimo davanti al giudice dell’udienza preliminare la vicenda che vede coinvolti un avvocato civilista e un imprenditore lucchese...
PORCARI. Si concluderà con un rito abbreviato il 31 maggio prossimo davanti al giudice dell’udienza preliminare la vicenda che vede coinvolti un avvocato civilista e un imprenditore lucchese accusati di tentata estorsione ai danni della Delicarta di Porcari. Questa la conclusione del gup Silvia Mugnaini in considerazione della proposta presentata dai legali di entrambi gli indagati. Nei confronti del professionista e dell’imprenditore il sostituto procuratore Salvatore Giannino, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto il rinvio a giudizio nel novembre dello scorso anno. Sono accusati - ognuno con un ruolo definito - di aver cercato, dopo aver contattato il capo ufficio legale del gruppo Sofidel, di ottenere ingiusti profitti costringendo Luigi Lazzareschi a stipulare accordi commerciali non graditi per la fornitura di servizi con la Pro.Log. Per l'accusa avrebbero lasciato intendere all'amministratore delegato di Delicarta che esisteva una denuncia penale relativa a fatti gravi (furto di pallets) in cui erano coinvolti manager del grande gruppo cartario e su cui stava effettuando un'indagine la Finanza. E che quella querela era stata presentata, ma contro ignoti, proprio dall'imprenditore. Per la procura gli indagati avrebbero suggerito all'amministratore Delicarta che per evitare che la reputazione del gruppo cartario finisse al centro di un'indagine penale era quello di convincere l'imprenditore a indirizzare le accuse del furto di pallets in un'altra direzione in cambio di un contratto di fornitura per due anni.
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