Sicurezza
Tecnico e un po’ politico La scelta di Tambellini
Il sindaco ha individuato un esperto del settore con esperienza amministrativa Ma soprattutto una figura della quale sente di poter riporre la sua fiducia
LUCCA. Fiducia è la parola-chiave dell’operazione che ha portato Alfredo Macerini a siedere sulla poltrona attualmente più bollente di Lucca, quella di presidente di Gesam Energia. Fiducia, come quella che il sindaco Alessandro Tambellini ripone nel 63enne ingegnere umbro “adottato” da Lucca: una consuetudine che affonda nei lontani anni Novanta, nel milieu politico e anche culturale di “Vivere Lucca”. Il sindaco, dunque, è andato a cercare in anni lontani la soluzione al rebus degli ultimi giorni.
In parte vi è stato costretto dalle precise indicazioni sulla figura che deve ricoprire la casella più importante in Gesam Energia: paletti che hanno giocoforza ridotto il campo dell possibili scelte.
Ma - al netto di questo - Tambellini (e Ugo Fava, che di Vivere Lucca era consigliere comunale), scottato dall’esperienza Magnani, ha voluto puntare su una figura che, evidentemente, gli garantisce massima affidabilità in vista della rivoluzione di Gesam.
Il curriculum professionale di Macerini è di primo piano. Ma non di meno lo è quello politico. Iscritto dagli inizi degli anni Settanta al Partito comunista, ha poi seguito le trasformazioni e i cambiamenti di nome del Pci fino al Pd. Ma, per lui, meno di due anni di politica attiva, nella giunta di Giulio Lazzarini. Poi nient’altro.
Un uomo, dunque, che conosce la politica e anche la macchina amministrativa, per averla vissuta dall’interno. Ma che, nello stesso tempo, ne è stato sufficientemente distaccato nel corso degli ultimi anni, dedicati all’attività professionale. Nella quale ha comunque avuto a che fare con le amministrazioni pubbliche, per le quali ha realizzato importanti progetti.
Nelle prossime settimane le prove che attendono il neopresidente sono impegnative: il bilancio, l’approfondimento sulle partite aperte con il Comune, la scissione della Gesam. E Tambellini non ha voluto correre rischi. Non ha voluto trovarsi di fronte a un caso Magnani-bis: un presidente che entra in carica con la piena fiducia e che poi finisce rovinosamente il proprio mandato.
Cambierà qualcosa con la nuova nomina? Anche se, ovviamente, è presto per dirlo, si può immaginare che i primi punti all’ordine del giorno faranno al differenza. E allora ci sarà anche da chiudere la tragicomica questione del pirogassificatore comperato da Magnani con il parere contrario del consiglio di amministrazione. Lo scopo è limitare i danni monetari per la società (e quindi, di riflesso, le casse pubbliche), che potrebbe trovarsi a dover pagare 80.000 euro.
Dopo, sarà la volta del bilancio e, a seguire, dell’operazione di scissione (se tutto va come immaginato dall’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli).
Impegni da far tremare i polsi, dunque. E anche in questo sembra di ritornare al luglio di 22 anni fa, quando Lazzarini scelse Macerini per gli assessorati al traffico e all’urbanistica.
«So che è un compito difficile», disse allora intervistato dal nostra giornale. Ecco, sono passati oltre vent’anni ma queste parole Macerini potrebbe ripeterle anche oggi.
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