Sicurezza
San Luca, la denuncia del sindacato «Mancano personale e posti letto»
Il Nursind sostiene che il piano delle nuove assunzioni non sia sufficiente per risolvere i problemi «Se non aumentano gli operatori non possiamo nemmeno sfruttare la capienza di tutti i reparti»
LUCCA. Carenza di posti letto al San Luca ma anche carenza di operatori sanitari che porta inevitabilmente a una carenza del servizio offerto ai pazienti. Ne è convinto il sindacato degli infermieri che in una lunga nota mette nero su bianco tutto ciò che al San Luca non funziona chiedendo nuove assunzioni per poter attivare tutti i posti letto dell’ospedale. Problemi che emergono soprattutto durante l’inverno, periodo durante il quale le malattie sono più frequenti e in un ospedale il lavoro aumenta.
«Sempre più spesso al San Luca è “tutto esaurito” - si legge nella nota del Nursind - e questo non è più accettabile né per la collettività né per gli operatori sanitari che sono costretti a turni di lavoro massacranti. Da tempo segnaliamo questo impoverimento dei posti letto all’interno delle strutture ospedaliere della Valle del Serchio e di Lucca, effettuato progressivamente e denominato “processo riorganizzativo” o “rimodulazione” dei posti letto delle svariate specialistiche sia mediche che chirurgiche. Le motivazioni di tutto questo? La graduale riduzione del numero degli operatori sanitari, fino ad arrivare, con il trascorrere del tempo, a una cronica carenza di personale sanitario che non consente, oggi l’apertura di tutti i setting/posti letto che invece sarebbero disponibili nelle strutture ospedaliere».
Il sindacato segnala inoltre la chiusura di una parte della degenza chirurgica del San Luca mentre un’altra è costantemente occupata da pazienti di medicina e un’altra ancora viene aperta “al bisogno” e con personale che lavora in straordinario.
«Tutto questa crea notevoli disagi non solo per gli operatori e per le persone ricoverate nel settore sbagliato - si legge ancora nella nota - una delle ultime novità proposte dai vertici, per fare fronte alla carenza di personale addetto all’assistenza, è l’istituzione di una “pronta disponibilità” per il personale infermieristico dell’area medica, che dovrebbe essere utilizzato, anche in questo caso impropriamente, per l’apertura di posti letto supplementari (anche chirurgici) che generalmente risultano essere chiusi data la palese carenza di personale».
E secondo quanto afferma il Nursind nemmeno il piano assunzioni 2016 risolve la situazione.
«La nostra azienda è quella a cui è stato assegnato il minor numero di nuove risorse, nonostante sia una delle più grandi. Di recente si è appreso che sono stati stanziati sei milioni di euro per ristrutturare le sale operatorie di Castelnuovo e Barga, ma nel contempo non si è prevista l’assunzione di alcun operatore, anzi, è stato richiesto di ridurre il personale addetto sanitario nel reparto di ostetricia e ginecologia di Barga. Concordiamo che le strutture debbano essere adeguate ed a norma, ma questo non è sufficiente a garantire sicurezza e qualità al cittadino; infatti, al loro interno deve essere presente un numero appropriato di operatori sanitari, adeguatamente formato - conclude il sindacato - che possa garantire un’erogazione continuativa ed efficace delle prestazioni alla collettività».
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