La manifestazione
Entro sei anni via i campi nomadi
Progetto del Comune che prevede lo stop ai nuovi arrivi e l’assegnazione, secondo la graduatoria, di alloggi dell’Erp
LUCCA. Tempo sei anni e il campo nomadi delle Tagliate e la parte pubblica di quello di via della Scogliera potrebbero non esistere più. È questo l’obiettivo che si pone il Comune che negli ultimi dieci mesi ha lavorato per mettere in piedi un progetto, sulla base di un preciso atto di indirizzo del sindaco, affinché le famiglie sinti e rom residenti a Lucca lascino gradualmente roulotte, caravan e case mobili per trasferirsi, secondo la graduatoria dell’ultimo bando, in una casa popolare. A ogni trasferimento corrisponderà poi una demolizione o una rimozione delle unità abitative dai campi nei quali, a partire dal 17 luglio 2015, non sono più consentiti nuovi arrivi.
Il censimento dei campi. Al momento dunque, stando al censimento condotto dalla polizia municipale, nei campi delle Tagliate, di via della Scogliera e di Maggiano, sono residenti 206 persone di etnia sinti, rumena e gagè, suddivisi in 59 famiglie (sono il 3% della popolazione lucchese). Nello specifico al campo delle Tagliate risiedono 126 persone (46 sinti, 77 rumeni e 3 gagè) divisi in 38 famiglie e 23 piazzole. Nel campo della Scogliera invece, vivono 60 persone suddivise in 14 famiglie, tutti di nazionalità sinti. Questo campo, il più “antico” di tutta la Toscana è diviso in un’area di proprietà privata e una pubblica: in quest’ultima sono presenti 16 persone suddivise in 5 nuclei familiari. Il campo di Maggiano invece è totalmente privato e vi abitano 20 persone suddivise in 7 famiglie.
Eliminare le zone fuori controllo. «Il progetto - ha spiegato l’assessore alle politiche abitative, Antonio Sichi - riguarda i residenti nel comune di Lucca che vivono al campo delle Tagliate e nell’area pubblica di quello di via della Scogliera. Fra i primi 100 posti della graduatoria che si riferisce al bando del 2014 ci sono tre famiglie che abitano alle Tagliate e tre che invece si trovano in via della Scogliera. In primavera il primo di questi nuclei familiari lascerà le Tagliate per andare a vivere in una casa dell’Erp dando ufficialmente il via al progetto. A quel punto il posto che loro occupavano nel campo non sarà più assegnato a nessuno e la loro roulotte o casa mobile che sia, verrà rimossa». La sistemazione negli alloggi popolari, come puntualizzato dallo stesso assessore Sichi e dal dirigente del settore sociale, Maurizio Prina, «avverrà col sistema a “mosaico”, evitando quindi la ghettizzazione delle famiglie in un solo luogo». Progressivamente la graduatoria continuerà a scorrere, gli alloggi a essere assegnati sempre secondo la graduatoria, e le unità abitative dei campi a essere demolite o rimosse. «Tempo 5 o 6 anni - afferma l’assessore Sichi - i campi che si trovano sulle aree pubbliche saranno smantellati. Nel frattempo monitoreremo la situazione facendo controlli trimestrali per verificare che nei campi non ci siano nuovi arrivi. In più a maggio partirà il nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari».
«L’obiettivo dell’amministrazione - ha detto il sindaco Tambellini - è quello di non avere più zone fuori controllo. Il progetto contribuirà a innescare un percorso virtuoso che porterà all’inserimento delle persone nel mondo del lavoro».
Patto di collaborazione alle Tagliate. Un’altra novità è che tutte le persone che abitano nel campo delle Tagliate hanno sottoscritto col Comune un “patto di collaborazione” della durata di un anno (rinnovabile). Sulla base di questo patto le famiglie che vivono al campo dovranno comunicare all'amministrazione la presenza temporanea (fino ad un massimo di 30 giorni) di eventuali ospiti e l'autorizzazione verrà concessa dal servizio sociale dopo verifica della domanda presentata. Le famiglie dovranno inoltre mantenere a proprie spese gli impianti idraulici e fognari della piazzola occupata. Inoltre, con il progetto Campo pulito tre persone residenti del campo di via delle Tagliate si impegneranno a titolo volontario a tenere pulito e sistemato lo spazio limitrofo al campo adibito a parcheggio.
Confini e contatori dell’acqua. Nel campo di via della Scogliera sono stati definiti con esattezza i confini delle due aree. «Anche qui, come nel campo di via delle Tagliate - spiega l’assessore Sichi - sono stati installati a novembre 7 contatori dell’acqua per una spesa di 1.235 euro a carico degli utenti del campo. Questa operazione, oltre a regolarizzare le utenze, ha consentito all'amministrazione di risparmiare circa 40.000 euro all'anno. Resta infatti attivo un solo punto di erogazione pubblica dell'acqua con portata ridotta nell'area demaniale».
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