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Lucca

Calcinacci dall’ex cartiera Pasquini

Calcinacci dall’ex cartiera Pasquini

In piazza Varanini i detriti colpiscono un’auto in sosta e riportano alla luce il problema del complesso abbandonato da tempo

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LUCCA. Questa volta è andata bene, perché sotto, in quel momento, c’era “solo” una macchina, e anche i danni riportati dal veicolo sono stati tutto sommato lievi. Ma quanto accaduto ieri mattina in piazza Varanini non è un qualcosa da sottovalutare. Questa volta da uno dei due stabili dell’ex cartiera (quello più vicino a porta San Jacopo) sono caduti alcuni detriti e una tegola. Poca roba si dirà (anche se anche una sola tegola, da quell’altezza, può far parecchio male), ma l’accaduto riporta l’attenzione sulle condizioni del complesso dell’ex cartiera Pasquini, ormai inattiva da oltre 40 anni.

Su quel complesso, diviso in due parti (al di qua e al di là di via Buiamonti), si sono fatte tante idee e progetti. In particolare quella di realizzare un grande complesso alberghiero, utilizzando l’ala ad est e abbattendo quella più vicina alla porta. Progetti che non hanno mai trovato attuazione. Poi negli scorsi anni il complesso è stato diviso, oltre che fisicamente, anche sotto il profilo della proprietà, con i Pasquini (ossia la Lucart) che avevano venduto il complesso più grande, restando proprietari solo del palazzo di piazza Varanini. L’idea, su quel palazzo, è quella di realizzarvi degli appartamenti. Ma, al momento, è un guscio vuoto. Potenzialmente pericoloso come dimostra l’episodio di ieri, con l’intervento della polizia municipale e dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona. I calcinacci sono caduti, nella tarda mattinata, là dove potevano transitare dei pedoni, dove il mercoledì e il sabato sono ospitati i banchi del mercato.

«Non basta transennare la zona sottostante – scrive uno dei residenti della piazza, autore anche delle foto che pubblichiamo – come è stato fatto a tempi alterni da tanti anni a questa parte. Il fabbricato è privo in parte della copertura (ne manca metà, caduta negli anni all'interno), un vincolo fondamentale per un edificio in muratura. In questo modo, i muri, liberi e svincolati alle estremità, sono soggetti direttamente alle sollecitazioni, a partire da quelle meteorologiche. Viene da se che in caso di crollo di una porzione di muro, esso cadrà ben al di fuori della zona transennata».

Ma al di là dell’aspetto principale, quello della sicurezza, viene messa in luce anche la questione dell’immagine: non è un bel biglietto da visita per chi entra da porta San Jacopo: «Tetto caduto, intonaco distaccato, serramenti assenti, murales, per non parlare dell'interno dove ancora (forse) sono visibili alcuni macchinari di un tempo – continua la segnalazione – inutile dire che siamo accanto alle Mura. Il nostro monumento simbolo, parco cittadino e prima vetrina della città e qui lo spettacolo in vetrina è proprio indecente. Ma a chi spetta far rispettare il decoro urbano? Ai privati spesso è fatto obbligo seguire certe norme e utilizzare determinati materiali, ma qui?».

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