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Magnani e Tambellini, l’idillio e la rottura

Magnani e Tambellini, l’idillio e la rottura

L’ex numero uno di Gesam Energia: «Ascoltando il sindaco presi la tessera Pd. Mi dispiace com’è finita»

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LUCCA. Non lo smuove nessuno Gianni Magnani, presidente a questo punto uscente (destituito) di Gesam Energia. «Non sono un guastamestieri. Io ho detto basta a un sistema che non mi piaceva, seppure con dispiacere». Sì, con dispiacere. Perché, a come racconta l’ingegner Magnani, specializzato nella progettazione di impianti di smaltimento rifiuti, la conoscenza con Alessandro Tambellini all’epoca capogruppo del Pd all’opposizione dell’allora maggioranza di centrodestra di Favilla, fu una specie di colpo di fulmine.

«Era il 2010 - ricorda Magnani - quando partecipai a un incontro pubblico a Santa maria del Giudice al quale interveniva Tambellini. Parlò e disse che ci dovevamo impegnare tutti per migliorare le cose. A seguito di quell’incontro decisi di iscrivermi al Pd, e così mia moglie».

«Sono nato nel 1947 - sottolinea Magnani - da una famiglia borghese. Nel ’68 avevo 21 anni e mi mossi verso sinistra. Mio padre era nell’aeronautica ma fece la Resistenza. Sono sempre stato assolutamente antifascista ma non ho mai militato. Passata la fase giovanile, il mio orientamento era verso il partito repubblicano di La Malfa padre. Successivamente ho votato Pds, Ds, Di Pietro. Per dire chi sono».

Dopo aver preso la tessera Pd, Magnani ha un brutto incidente, che lo costringe a lungo immobile. «Tambellini mi venne a trovare durante la campagna elettorale. Parlammo e mi chiese se in caso di sua elezione potesse contare su una mia disponibilità per una nomina. Io dissi sì. Circa sette, otto mesi dopo la sua elezione, il sindaco mi chiamò. Visto il mio curriculum, pensavo che mi offrisse la presidenza di Sistema Ambiente, invece la proposta riguardava Gesam. Io l’accolsi».

L’epilogo di questa avventura è storia recente, anzi attuale. Magnani, che si dichiara «laico, ateo, e libero da alcuna pressione politica» sostiene di avere sempre agito, in ambito di Gesam Energia, fuori da qualsiasi imposizione esterna. Continua a non condividere la scissione asimmetrica della società e a sostenere che «Gesam può partecipare alla gara per il gestore unico così com’è, senza cambiare niente. La scissione e tutto il resto sono solo invenzioni. È quello che sostengono anche i sindacati dei lavoratori». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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