Proteste
Auto civetta, chilometri in più
Nell’inchiesta sul comandante Carmignani spuntano irregolarità sull’uso della vettura di servizio
LUCCA. Oggi pomeriggio non ci sarà alcun interrogatorio negli uffici della procura della Repubblica. Il comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, residente a Montecarlo, indagato con l’accusa di peculato d’uso e falso ideologico, aveva assicurato la giunta comunale che martedì 23 febbraio sarebbe andato in procura assieme al suo legale per chiarire ogni circostanza. In particolare quelle legate all'uso, che la procura ritiene illecito, dell'auto civetta di servizio. Un'inchiesta, quella sul comandante dei vigili, iniziata nel luglio 2015 e che ha avuto il suo apice nel periodo che va da settembre a dicembre scorso. In quel lasso di tempo almeno una dozzina di volte in due-tre mesi, stando ai riscontri della polizia giudiziaria vagliati dal magistrato, il comandante avrebbe usato l'auto civetta non per ragioni d'ufficio, ma a titolo personale dirigendosi verso località della Piana nel quadrilatero compreso tra i comuni di Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo. A testimoniarlo ci sarebbe il gps applicato dalla pg sotto la macchina di servizio e foto scattate dagli inquirenti a testimoniare l'uso improprio e contra legem della vettura in dotazione alla polizia municipale.
Quei chilometri ingiustificati. Per la pg dei carabinieri l’auto civetta dal 2013 al 2015 avrebbe percorso 5000 chilometri ascrivibili al comandante. E su almeno 300 la procura avrebbe materiale sufficiente per chiedere il giudizio immediato in quanto vi sarebbe la prova dell’utilizzo della vettura fuori dall’orario di lavoro. Per recarsi a trovare dei parenti a Montecarlo, per dirigersi verso il cimitero e per andare a casa di alcune persone. Insomma, stando all’accusa, avrebbe consumato il gasolio e utilizzato la macchina destinata a ragioni di servizio.
In ferie e poi sospeso. L’ex dipendente comunale e sindacalista Enrico Papadia arrestato dalla polizia nel maggio 2013 per assenteismo prima di essere sospeso dal servizio (alcune settimane dopo il blitz della Mobile) prese un periodo di ferie. Vero, lo status giuridico dell’impiegato era assai diverso da quello del comandante. Ma l’arresto in flagranza per la vicenda Papadia era facoltativo come lo è nel caso di peculato d’uso. All’epoca il Comune scelse la linea dura. Farà la stessa cosa con il comandante dei vigili urbani?
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