Attenzione
«Via i comuni sotto i cinquemila abitanti»
Proposta di legge del Pd: nella Valle del Serchio a rischio quindici enti che sono sotto questa soglia
VALLE DEL SERCHIO. Via alle fusioni tra i Comuni, e ogni ente non potrà avere meno di 5.000 abitanti. Il che, in Valle del Serchio, significa che scompariranno ben 15 comuni minuscoli che saranno accorpati organicamente. E, soprattutto, con scelte calate dall'alto. Proprio giovedì, in Parlamento, è stata presentata una proposta di legge con primi firmatari gli onorevoli Lodolini e Fanucci, del Pd. All’articolo 1 si prevede che un Comune non possa avere una popolazione inferiore a 5.000 abitanti. L’obiettivo è costituire enti più grandi e in grado di raggiungere dimensioni adeguate. Un percorso che, in Valle del Serchio, è iniziato lo scorso anno con la fusione tra Fabbriche di Vallico e Vergemoli, e tra Sillano e Giuncugnano. Nei giorni scorsi poi, il consiglio regionale toscano ha votato a favore della fusione fra Abetone e Cutigliano, mentre nel mese di maggio, i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimersi sul comune unico San Marcello-Piteglio. Quindi, a parte Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Barga, Coreglia Antelminelli e Castelnuovo Garfagnana che, avendo popolazione superiore a 5mila abitanti non saranno toccati dalla norma, tutti gli altri Comuni sono passibili di unioni forzate. Da tempo se ne parla nel sottobosco della politica, ma ora che la proposta è ufficialmente stata presentata a Roma, non ci si può più esimere da una organica discussione tra amministratori locali. Le ipotesi, pur non ufficiali ma solo a livello di rumors, sono tre: un comune unico di 60mila abitanti che parte da Valdottavo e arriva a Pieve San Lorenzo, oppure un ente per la Garfagnana e uno per la Mediavalle, o in alternativa tre macro comuni intermedi con capoluoghi Barga, Borgo a Mozzano e Castelnuovo. Difficile, o meglio meno affascinante, l'idea di procedere a nuovi comuni oltre quelli sopra la soglia di sicurezza. Per esempio, una fusione tra Fabbriche di Vergemoli, Gallicano e Molazzana, o un comune dell'Alta Garfagnana formato da Piazza al Serchio, Camporgiano, Careggine, Vagli Sotto, San Romano, Sillano-Giuncugnano e Minucciano. Pescaglia, seguendo questo ragionamento, dovrebbe essere accorpata a Borgo a Mozzano, mentre Fosciandora rischia di essere "contesa" tra Barga e Castelnuovo. Due anni fa, quando la Regione Toscana riconosceva degli incentivi agli enti che si fossero uniti, in tanti storsero il naso, accampando la storia, il campanile e la morfologia dei vari territori. Adesso, se il processo legislativo dovesse andare avanti, sindaci e cittadini si troverebbero a subire processi calati dall'alto e magari fatti con criteri meramente di comodo, senza poter disporre di quei benefits economici che hanno sanato bilanci di interi Comuni. I sindaci, a parte Michele Giannini a suo tempo, non si sono mai esposti, anche perché, di fatto, le Unioni dei Comuni potrebbero scomparire.
Nicola Bellanova
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