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Lucca

Gesam, due nomi per il dopo Magnani

di Gianni Parrini
Gesam, due nomi per il dopo Magnani

LUCCA. È convocata per martedì pomeriggio alle 18 l’assemblea dei soci di Gesam Energia che dovrà revocare l’incarico all’attuale presidente Giovanni Magnani e indicare il nome del successore. Due i...

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LUCCA. È convocata per martedì pomeriggio alle 18 l’assemblea dei soci di Gesam Energia che dovrà revocare l’incarico all’attuale presidente Giovanni Magnani e indicare il nome del successore. Due i nomi sondati dal Comune per ricoprire l’incarico: tra questi c’è quello di Felice Vantaggiato, attuale direttore di Gesam spa.

Il giorno dopo la “tempesta Magnani”, non si placano le polemiche innescate dalle dichiarazioni ad “alta tensione” del presidente e amministratore di Gesam Energia, la società partecipata dal Comune che si occupa della gestione dell’illuminazione pubblica e del riscaldamento negli edifici di proprietà di palazzo Orsetti. L’ingegner Magnani ha accusato il Comune di essere in ritardo con i pagamenti (5 milioni di debito) e di non aver pagato 4,5 milioni per consumi sopra le soglie previste dal contratto Sinergo negli ultimi 5 anni. Mancati introiti che avrebbero sgonfiato il fatturato di Gesam Energia, determinandone la svalutazione in vista della “scissione asimmetrica” del gruppo Gesam, partecipato dal Comune (60%) e Toscana Energia (40%).

Il Comune, che ieri aveva replicato alle accuse, annunciando l’imminente rimozione di Magnani e denunciandone i comportamenti ritenuti sopra le righe (ad esempio l’acquisto manu propria di un impianto di pirogassificazione da 1,5 milioni di euro), oggi preferisce non tornare sulla vicenda. A parlare è Andrea Bortoli, amministratore unico di Lucca Holding, la società del Comune che gestisce le partecipate nonché l’uomo incaricato da Tambellini di portare a conclusione la scissione, da cui dovrebbero nascere due società: Gesam Reti, partecipata da Comune (50% e qualcosa) e Toscana Energia (49%), che dovrebbe partecipare alla gara per l’affidamento della rete del gas in provincia; e Gesam Servizi, società in house totalmente pubblica che gestirà l’illuminazione, i cimiteri e altro.

«Ammesso e non concesso – spiega Bortoli – che il valore di Gesam Energia sia stato sottovalutato, ciò avvantaggerebbe il Comune di Lucca a scapito di Toscana Energia, non viceversa come invece sostiene l’ingegnere. Inoltre, se i bilanci di Gesam Energia dal 2011 al 2014 non erano veritieri e corretti, perché non evidenziavano importanti voci di ricavo da fatturare al Comune, se ne dovrà chiedere conto nelle opportune sedi a chi li ha formati e approvati». Ovvero lo stesso Magnani, quanto meno a partire dal 2013. Infine la questione degli utili derivanti dal Sinergo, il contratto firmato all’epoca dell’amministrazione Favilla che lega GE e Comune fino al 2040: «Se fosse vero che Sinergo permette a Gesam Energia di realizzare utili per 4 milioni di euro l'anno a scapito del suo unico cliente (Comune di Lucca), forse se ne dovrebbe chiedere conto agli amministratori comunali che a suo tempo lo hanno sottoscritto».

Da parte sua, Magnani ci tiene a puntualizzare alcune questioni in merito al pirogassificatore: «Non sono un pazzo che si alza la mattina e compra un pirogassificatore – spiega l’ingegnere – Tutti sapevano: il progetto è passato due volte in consiglio di amministrazione e alla fine i sindaci revisori mi avevano chiesto di farlo vedere in Comune e in Gesam spa. Con l’amministrazione comunale ho fatto due incontri sull’argomento». Comune e Gesam spa, però, sostengono che il loro placet non è mai arrivato. «E io le domando: come mai queste cose non mi sono state esplicitamente vietate? – incalza Magnani – Le aziende partecipate hanno una loro autonomia, altrimenti non avrebbero ragione di esistere. Io mi sono mosso nell’ambito delle mie facoltà. Il contratto con l’austriaca Urbas, ditta che avrebbe dovuto realizzare l’impianto e che ha dei referenti a San Miniato, è stato firmato il 13 ottobre: non ho preso alcun mutuo, ho solo versato una caparra da 80mila euro. In un primo momento l’idea era di realizzare il pirogassificatore (che produce energia bruciando legno vergine) a Pescaglia, tant’è che con il sindaco del Comune e altri membri dell’amministrazione siamo andati in Austria a vedere come funziona l’impianto. Ma l’area individuata era sottoposta a rischio idrogeologico e così abbiamo ripiegato sulla zona industriale di Fornaci di Barga, in località il Chitarrino. Le autorizzazioni però non sono arrivate. Il Comune di Lucca può stare tranquillo, non dovrà pagare un 1,5 milioni: ha tempo fino al 13 marzo per recedere dal contratto, perdendo solo la caparra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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