Il Tirreno

Lucca

Tambellini: «Magnani ha combinato troppi guai»

Tambellini: «Magnani ha combinato troppi guai»

Il sindaco: «Ha comprato un pirogassificatore da 1,5 milioni di euro senza informarci»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. A poche ore dalle dichiarazioni al fulmicotone di Giovanni Magnani, presidente di Gesam Energia, il Comune ha organizzato una conferenza stampa per dire la sua sulle questioni in cui è stato tirato in ballo. Presenti il sindaco Alessandro Tambellini, il presidente di Gesam spa Ugo Fava e l'assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi. «Abbiamo già chiesto le dimissioni a Magnani e pensavamo che le annunciasse nella conferenza di oggi – spiega Tambellini –. Invece vediamo che ha preferito un’uscita di scena col botto. Per il 23 febbraio è già stato convocato un consiglio di amministrazione in cui gli verrà revocato l'incarico. La decisione del Comune è maturata a seguito di una serie di comportamenti tenuti dallo stesso Magnani nell'ultimo periodo: in particolare l'assunzione di personale senza autorizzazione (un dipendente assunto a ottobre che però non è già più in organico, ndr) e, cosa ancora più grave, la sottoscrizione di un contratto da 1,5 milioni di euro per l'acquisto di un impianto di pirogassificazione. Un accordo portato avanti da Magnani senza l'autorizzazione del consiglio d'amministrazione e la dovuta comunicazione al Comune. Per di più in violazione del codice degli appalti che per simili casi prevedrebbe una gara a evidenza pubblica e non una trattativa privata. Su quanto accaduto informerò la Procura».

Il comportamento di Magnani è giudicato grave e ben sopra le righe da Comune e Gesam spa. «Questo modo di fare si è manifestato anche nell'alterco avuto con un dipendente della contabilità lo scorso 10 febbraio – spiega Fava –. Una discussione di lavoro si è trasformata in qualcosa di peggio: sono volati schiaffi e spintoni, tant’è che l’impiegato ha denunciato Magnani per aggressione. Ci sono testimonianze e un referto medico su quanto accaduto». Questi i motivi che hanno spinto il Comune e Gesam spa a decidere di revocare l'incarico al presidente di Gesam Energia, considerato fuori controllo da Palazzo Orsetti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.12990905:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2016/02/20/news/magnani-il-comune-deve-4-5-milioni-1.12990905]]

DEBITI RISPEDITI AL MITTENTE. Sulle fatture emesse da Gesam Energia nei confronti del socio pubblico per il superamento delle soglie di consumo previste dal contratto Sinergo, l’amministrazione dà la sua versione. «Innanzi tutto – spiegano Lemucchi, Fava e Tambellini – si tratta di un’unica fattura da 2,7 milioni di euro. Noi l’abbiamo rispedita al mittente perché non riteniamo di doverla pagare. Il contratto Sinergo, di cui vorremmo liberarci da tempo, è molto complesso: tra le altre cose, prevede che Gesam Energia ogni anno faccia degli investimenti sull’illuminazione pubblica. Tutto ciò non è avvenuto, per cui i costi aggiuntivi di cui parla Magnani non sono dovuti. Abbiamo chiesto più volte la documentazione sugli investimenti della società nel 2014 e nel 2015, ma il presidente non ce li ha mai inviati».

Per quanto riguarda la valutazione di Gesam Energia, operata da una società di consulenza di Padova (la Utiliteam), il Comune spiega che la stima di 529mila è stata operata sulla base dei bilanci dell’azienda ed è in linea con gli utili registrati negli anni precedenti. «Nei bilanci le cifre di cui parla Magnani non figurano da nessuna parte – spiegano Tambellini e Fava –. Inoltre, se ci fosse stata una svalutazione di Gesam Energia in vista della scissione asimmetrica, questo avrebbe favorito il Comune di Lucca e non Toscana Energia. Insomma, il ragionamento di Magnani non sta in piedi. E lasciatemi dire che qui si danno troppe cose per scontate: la scissione asimmetrica è una possibilità, non un obbligo. Stiamo valutando il da farsi e dato lo slittamento della gara per il gestore unico si dovranno rifare anche le valutazioni delle società che compongono la galassia di Gesam, con i bilanci aggiornati a fine 2015». Della vicenda e dell’ipotesi di scissione asimmetrica si parlerà la prossima settimana in consiglio comunale: sarà una seduta bollente.

IL CASO DEL PIROGASSIFICATORE. La vicenda più clamorosa, con risvolti quasi comici, è quella relativa al pirogassificatore: Tambellini e Fava sostengono che erano all’oscuro dell’operazione portata avanti da Magnani autonomamente e nonostante il parere contrario degli altri due membri del consiglio di amministrazione di Gesam Energia (Alessandra Biserna e Vincenzo Cinquini). L’impianto energetico era previsto in una zona tra Barga e Pescaglia, e secondo Magnani avrebbe prodotto degli utili per la sua società.

Un’operazione che però l’amministrazione è intenzionata a bloccare. «Vogliamo recedere dal contratto – spiega Fava –. Probabilmente dovremo pagare delle penali (da 40 a 80mila euro), a meno non si dimostri che il contraente sapesse che per questo tipo di operazione si doveva fare una gara ad evidenza pubblica dato che è presente una società partecipata da un Comune. L’ufficio legale è al lavoro, aspettiamo».

Infine, ci sono i 5 milioni di debito che l’amministrazione deve versare a Gesam Energia per l’attività corrente. «Sono debiti che figurano nel nostro bilancio – ammette il sindaco – Ma francamente ci sembra strano che Magnani abbia dovuto aprire dei mutui per pagare i fornitori. Non credo che le banche glielo avrebbero concesso: è più probabile che quei mutui siano stati accessi per acquistare il pirogassificatore».

RESPONSABILITÀ. Al di là di chi abbia ragione e chi torto, non si può non sottolineare che Magnani è stato indicato come presidente di Gesam Energia dal sindaco Tambellini, che in lui aveva visto la persona adatta a ricoprire il ruolo. Una scelta che, col senno di poi, il sindaco non rifarebbe ma di cui ha la piena paternità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web