Il Tirreno

Lucca

Magnani: «Il Comune deve 4,5 milioni»

di Gianni Parrini
Magnani: «Il Comune deve 4,5 milioni»

Il presidente di Gesam: «Siamo costretti a fare mutui per andare avanti»

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LUCCA. Il presidente e amministratore delegato di Gesam Energia Giovanni Magnani fa scintille: «La mia azienda è stata sottovalutata per favorire la scissione asimmetrica. Il Comune ci deve 4,5 milioni di euro per consumi sopra le soglie previste e altre 5 milioni di pagamenti in ritardo. Fino a ora ci hanno usato come banca, costringendoci ad accendere dei mutui per pagare i nostri fornitori».

Nella conferenza stampa convocata venerdì 19 febbraio, nella sede della società del gruppo Gesam spa che si occupa della gestione degli impianti di illuminazione pubblica e di quelli termici negli edifici pubblici, Magnani ha ipotizzato manovre poco chiare intorno alla valutazione della sua società. Manovre secondo lui finalizzate a favorire Toscana Energia nell’ambito dell’ormai famigerata “scissione asimmettrica”, vale a dire l’operazione di riorganizzazione delle società del gruppo Gesam (partecipato per il 60% dal Comune e per il 40% proprio da Toscana Energia) in vista della gara per l’affidamento a un unico soggetto della rete del gas. È in questo scenario che l’uscita di Magnani va a gettare ombre e sospetti.

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IL NODO SINERGO. Cominciamo dal principio: «Negli ultimi anni il nostro fatturato si aggirava intorno ai 6-7 milioni di euro – spiega il presidente di Gesam Energia illustrando i dati –. Nel 2015, invece, il bilancio che abbiamo stimato è assai più alto: 11,5 milioni. Il motivo è semplice: fino ad oggi non avevamo fatturato al Comune i consumi legati agli sforamenti delle soglie previste dal contratto Sinergo. Più volte, nel corso di questi anni, ho chiesto all’amministrazione un incontro per cercare di mediare o al limite di rivedere il contratto, ma non siamo mai arrivati a niente. A questo punto, per non far fare alla società di cui sono presidente la fine della Viareggio Patrimonio, dallo scorso ottobre ho deciso di emettere le fatture che in questi anni avevamo bloccato. Il consiglio di agire così mi è arrivato da Lucca Holding. L’ammontare complessivo di queste fatture è di 4,5 milioni di euro e questo fa lievitare il fatturato stimato per il 2015 in maniera considerevole. Ora sarà il Comune a dover pagare queste somme». Magnani spiega che nei bilanci precedenti questi crediti non erano indicati: solo nella nota integrativa si faceva cenno a un contenzioso con il Comune. Occorre sottolineare che il bilancio 2015 ancora non c’è: quella di Magnani è una stima, ma il consuntivo sarà fatto nei prossimi mesi.

LA SVALUTAZIONE. Il problema è che nel frattempo il Comune ha affidato a una società di consulenza di Padova (Utilitema) l’incarico di valutare il valore di Gesam Energia in vista della scissione asimmetrica e della riorganizzazione del gruppo. E qui, secondo Magnani, qualcosa non torna: «Gesam spa sapeva di queste fatture e dell’incremento stimato nel bilancio 2015– spiega il presidente –. Invece, la valutazione che la società di consulenza ha fatto è molto più bassa. Sembra quasi che la nostra azienda sia una rimessa. In pratica, hanno calcolato un utile di 529mila euro, mentre noi contiamo 4,5 milioni di euro». Soldi così ripartiti: circa 500 mila euro arrivano dal contratto Calore (riscaldamento negli edifici pubblici), 2,7 milioni per gli sforamenti di Sinergo per il periodo che va dal 2011 al 2014 (questi già fatturati). Infine c’è un altro milione relativo agli sforamenti Sinergo 2015: deve ancora essere fatturato. «Mi domando perché queste somme non siano state prese in considerazione nella nostra valutazione».

Magnani si fa la domanda, ma si dà anche la risposta: «Si stanno creando due nuove società in vista dell’affidamento a un gestore unico della rete del gas – spiega Magnani –. Una, partecipata da privato e Comune, farà la gara; l’altra sarà interamente pubblica, si occuperà di servizi e incorporerà le due società che attualmente fanno parte del gruppo (Gesam Energia e Gesam Luce e Gas, ndr.) Questa operazione viene fatta attraverso lo scambio di quote: Toscana Energia cede la sue azioni in Gesam Energia e in cambio aumenta la partecipazione nella nuova nata, Gesam Reti (49% contro il 50 e qualcosa del Comune). È chiaro che in questo gioco di scambi il valore delle società diventa fondamentale. La stima di Gesam Energia è completamente sbagliata per difetto. Siamo davanti a un vizio che è proprio dei nostri anni – dice –; non è più importante la società, le persone, quello che si produce e quello che si fa. Conta solo la finanza. I valori indicati dalla società di Padova sono la base su cui si farà la scissione asimmetrica. Il bilancio 2015? A questo punto credo che non sarò io a firmarlo...». Il presidente sa benissimo che per il 23 febbraio è convocato un consiglio di amministrazione nel corso del quale gli verrà revocato l’incarico.

I VELENI. L’accusa assai poco velata del presidente di Gesam Energia è che il Comune abbia svalutato la società per fare un favore al socio privato, Toscana Energia. «Qualora i valori reali venissero fuori è chiaro che la quota ceduta da Toscana Energia farebbe crescere la sua partecipazione in Gesam Reti – spiega Magnani –. A quel punto invece di avere il 49% il socio privato potrebbe reclamare una fetta più ampia e ottenere la maggioranza della società, mettendo in minoranza il Comune». Le accuse che Magnani lancia a Palazzo Orsetti non finiscono qui: «In questi anni il Comune ci ha usato come bancomat – spiega Magnani –. L’amministrazione ha un debito nei nostri confronti sulla base dei contratti Sinergo e Calore di circa 5 milioni di euro per la spesa corrente. In pratica ci pagano dopo diversi mesi e questo ci ha costretto a ritardare i pagare ai nostri fornitori. Fra questi c’era Gesam Gas, che ci ha addirittura messo in mora: siamo stati costretti ad accendere dei mutui e a pagare gli interessi alle banche perché il nostro cliente e socio di maggioranza, cioè il Comune, non ci pagava. Altro che investimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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