Il Tirreno

Lucca

Suor Candida: "A 109 anni vi racconto la mia vita felice"

di Barbara Antoni
Suor Candida: "A 109 anni vi racconto la mia vita felice"

La religiosa più longeva oggi festeggia con le consorelle nel convento in via Elisa

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LUCCA. Centonove anni. È il traguardo eccezionale che la vita regala oggi a suor Candida, al secolo Alma Bellotti, sorella ministra degli infermi dell'ordine fondato da Domenica Brun Barbantini, nata a Quinzano di Verona il 20 febbraio del 1907. A Lucca vive stabilmente da quasi vent’anni.

Raccontarla non è facile. Saggezza, ironia, conoscenza, la profonda spiritualità e la fede senza limiti, la conoscenza delle persone, il suo sguardo sul mondo, la sua passione di vivere, la sua felicità sconfinata e l'amore antico, trasmessole dalla sua famiglia, per l'opera lirica: la sua opera preferita è Bohéme, e l'aria di Mimì non solo la conosce a memoria ma la canta volentieri, con una voce dolce e intonata.

Una forza della natura suor Candida. Piccola e minuta, agile da non crederci. Gli occhi piccoli che ridono: se le chiedi di farsi fotografare non si tira indietro. E poi ci scherza su: «Ma via, fotografare una vecchia come me».

Vecchia non è suor Candida, perché la sua mente è giovane. Eppure risulta essere, all'anagrafe della Chiesa, la religiosa più anziana del mondo.

La sua vita si svolge prevalentemente fra le mura del "suo" convento, in via Elisa angolo via del Fosso.

«Mi alzo la mattina alle 4,30, prendo un caffè e vado alla messa - racconta suor Candida -. Poi torno, e faccio colazione. Leggo libri soprattutto religiosi, faccio le mie cosette di tutti i giorni. Verso mezzogiorno e mezzo pranzo con le sorelle. Mangio di tutto, magari cerco di evitare i sughi, sono un po' pesanti. Anche se a dire il vero mi sono sempre sentita bene. Con gli anni però ho perso un poco l’udito».

Dalle 13,30 inizia il suo riposino pomeridiano. Breve ma intenso. «Dormo profondamente nel pomeriggio, mi fa molto bene», spiega sorella Candida. Poi si alza e, il più delle volte, si reca in chiesa per la seconda messa quotidiana. La sera a quel punto è vicina, consuma la sua cena e verso le 20 si piazza davanti la televisione. «Mi piace eccome guardare la tv - confessa -. Guardo quello che c'è, ma soprattutto mi piace quando c'è Papa Francesco. È il papa adatto a questo tempo, il più intelligente. A volte penso che Dio ha chiamato a sé il suo predecessore perché, seppur bravissimo, doveva essere sostituito da Francesco in questa epoca. Quando ho festeggiato i miei 107 anni sono stata da lui, ma c'era tanta gente e ho potuto parlarci appena. Oggi, il mio grande desiderio sarebbe di tornare a trovarlo. Che bello sarebbe se mi ricevesse!». Partirebbe per Roma, suor Candida? «Eccome no, non avrei alcuni problema a partire».

Per suor Candida la chiamata è arrivata quando aveva quindici anni.

Figlia di una famiglia numerosa, la mamma casalinga e il babbo tagliapietre, racconta di essere sempre stata una bambina e un’adolescente molto amata e molto felice, «che doveva essere corretta quando ce n’era bisogno. Mia madre aveva partorito dieci figli, gli ultimi due gemelli. Eravamo viventi in otto. Eravamo tanti, ma non ci è mai mancato niente. Quando avevo quindici anni ho sentito che la mia vita sarebbe stata completa, intera, solo seguendo la fede, solo dedicandomi a Dio. Ho sentito per Dio quell'amore forte che una madre può sentire per un figlio. E le mamme le ho sempre molto ammirate, ma io sentivo che la mia scelta era Dio, che ero adatta per questa vita. Per noi cattolici, cercare di realizzare i nostri desideri, di vivere la vita che si desidera avendo sempre come punto di riferimento Lui, il Primo, cioè Dio, è la cosa più bella che possiamo fare. Io sono stata e sono felice della mia scelta».

Come passa le sue giornate suor Candida? «Le passo vivendo - risponde -. Vivendo e sapendo che vivo con le persone e pregando per loro. Il mondo oggi ha bisogno di fede. Molto più di fede che di pane. Io sono una persona molto ottimista anche grazie alla fede. Io credo che forse qui da noi in Italia ci sia troppo benessere e questo allontana un po' da Dio. Ci vuole anche il benessere, ma non solo quello».

Avrebbe mai pensato, suor Candida, di vivere così a lungo?

«Ho sempre accettato quello che Dio mi ha dato. L'ho sempre ringraziato. Anche quando piangevo gli ho sempre detto grazie».

A Lucca suor Candida arrivò la prima volta quando aveva trentaquattro anni. Poi dovette ripartire per Roma. Si era diplomata come infermiera, e grazie a questo a lungo ha prestato servizio come infermiera in clinica.

Il suo ritorno a Lucca risale al 1999, come madre superiora dedita prevalentemente alla formazione delle novizie.

Lucca piace a suor Candida? «È secondario il luogo dove mi trovo. Il mondo è tutto bello. Tutto quello che è di Dio è bello. Lucca mi ha sempre accolto, sempre trattato bene e con molta educazione. Io sono molto felice della mia vita: ho trovato quello che volevo. Più di così proprio non poteva essere».

Oggi, ovviamente, ci sarà la festa per suor Candida. Alle 12,30 il pranzo di compleanno organizzato dalle sue sorelle, con la torta, le candeline, i sorrisi. E un grandissimo affetto e una grandissima ammirazione per lei.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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