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Si farà la rotonda sulla Romana al Turchetto

Si farà la rotonda sulla Romana al Turchetto

La Provincia: ci sono due-tre progetti allo studio. Il tratto è pericoloso per la velocità e per i tanti tir

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ALTOPASCIO. Si farà la rotonda della discordia. Dopo le polemiche al vetriolo e il “balletto” delle competenze, la Provincia mette un punto fermo, annunciando l'avvio dei lavori per la realizzazione della rotonda sulla via Romana al Turchetto, all’altezza del supermercato Pam e della diramazione stradale per raggiungere Montecarlo.

«La Provincia ha ben chiare da tempo le criticità legate alla via Romana nella zona del Turchetto, nel territorio comunale di Altopascio - afferma il consigliere delegato Adolfo Del Soldato -. Tant’è vero che l’ufficio tecnico di Palazzo Ducale ha lavorato a due-tre possibili soluzioni che, tra l’altro, sono già state oggetto di incontri con gli amministratori altopascesi, i rappresentanti di alcune aziende della zona e gli industriali proprio perché i problemi, oltre all’alta velocità delle auto trattandosi di un lungo rettilineo, riguardano soprattutto il transito dei mezzi pesanti».

La conferma da Palazzo Ducale che si dichiara disponibile ad esaminare i problemi legati al transito viario di questa zona. «Per il Turchetto – spiega Del Soldato - c'è un percorso tecnico-politico a uno stadio già avanzato per arrivare in tempi brevi all’attuazione di un primo intervento di messa in sicurezza: circa 500-600 metri all’altezza delle svolte in direzione Montecarlo. Ma trattandosi di opere pubbliche da effettuarsi sul territorio di Altopascio è inevitabile che ogni intervento debba essere concordato con il Comune che ringrazio per la fattiva collaborazione. Proposte diverse e più impegnative dovranno essere necessariamente esaminate alla luce della volontà del Comune di Altopascio, comportando scelte di carattere urbanistico che ricadono su quel territorio». Un accenno anche alle polemiche e alle schermaglie politiche dopo l'intervento del sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi: «In merito al metodo di approvare documenti contro altri enti fa parte di quello che una volta si chiamava il teatrino della politica: una “rappresentazione” che non pregiudica niente, ma che non aiuta nemmeno a risolvere problemi che non si prestano a semplificazioni».(n.n.)

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