Il dolore
«Pisa padrona? No, i lucchesi ci sono»
Il nuovo direttore dell’azienda sanitaria illustra le strategie: niente ospedale unico e conferma dei distretti di Piana e Valle
Nessuno stravolgimento delle zone distretto, la conferma che il punto nascite di Barga (per ora) non si tocca e la certezza che una quota di “lucchesità” è è presente anche nella nuova superazienda. Maria Teresa De Lauretis, signora di tutto ciò che si muove in sanità da Cararra a Livorno, illustra quello che sta succedendo nel nostro territorio, dopo la nascita dell’Asl Nord Ovest che riunisce le aziende di Pisa, Lucca, Massa, Versilia e Livorno.
Dottoressa, al Campo di Marte mancano ancora 14 posti letto destinati alle cure intermedie. Li metterete?
«Quelli attualmente presenti nelle strutture del territorio sono sufficienti a coprire il fabbisogno, pertanto non abbiamo in programma di metterli a breve. A meno che non se ne presenti la necessità. Confrontandoci con le altre Asl, il numero dei nostri posti letto per le cure intermedie è perfettamente nella media. Preferiamo investire risorse altrove, ad esempio nel taglio delle liste di attesa e nell’assunzione di personale».
Visto che si parla di liste d’attesa, tocchiamo il tema dei 208 esami inappropriati su cui il governo aveva posto l’attenzione. Qui a Lucca dovrete tagliare circa 2.400 Tac.
«Al momento è tutto bloccato. Il ministro Lorenzin ha annunciato che invierà una circolare per spiegare come stanno le cose. C’erano diverse incertezze sul provvedimento, legate soprattutto alle sanzioni nei confronti dei medici che prescrivono esami ritenuti inappropriati. Il governo ha preferito fare un passo indietro per cui si procede come si è fatto sino a oggi, anche se un occhio vigile su questo tema lo terremo».
L’idea dell’ospedale unico della Valle è ormai sepolta?
«Di definitivo non c’è mai niente, ma quella ipotesi è accantonata da tempo».
Per quanto riguarda il punto nascite di Barga, invece, come stanno le cose: i parti continuano a diminuire.
«Siamo intorno ai 375 (l’obiettivo fissato dalla Regione è 500, ndr). Il calo è in parte legato al protocollo che prevede di fare i parti a rischio al San Luca: questa direttiva ha fatto diminuire di una ventina di unità il numero dei nuovi nati al San Francesco. Per il resto il calo delle nascite è un fenomeno generalizzato».
Ma al San Luca, però, i parti sono aumentati...
È vero, diciamo che l’ospedale di Lucca negli ultimi anni ha recuperato un po’ di terreno. Tornando a Barga, la Regione ha fatto una scelta precisa, considerando che da alcune zone della Valle si impiegano più di 60 minuti per arrivare al San Luca, si è preferito mantenere questo presidio, considerandolo “un rischio minore”. Per ora il punto nascite rimane anche se i parti complicati dovranno essere fatti a Lucca. In futuro si vedrà: in sanità è difficile fare programmi che vadano più in là di 5 anni».
Per quanto riguarda la carenza di personale sugli ospedali di Barga e San Francesco come vi state muovendo?
«Abbiamo avviato un confronto con i sindacati per una riorganizzazione che prevede a Castelnuovo la guardia cardiologica e un medico reperibile di notte per la medicina, mentre a Barga resta la guardia medica. Tenere impegnati tre medici dell’area medica di notte su due presidi così vicini vorrebbe dire sottrarre risorse all’attività diurna. Abbiamo fatto la nostra proposta, vediamo cosa rispondono i sindacati».
La nuova super Asl, almeno nelle figure di vertice, è molto pisanocentrica: in pole per i ruoli di direttore sanitario e direttore amministrativo ci sono il dottor Mauro Maccari e la dottoressa Maria Letizia Casani. Come mai nessun lucchese?
«Le figure di vertice sono solo tre: non potevamo accontentare tutti. In ogni caso Lucca è molto rappresentata nei gruppi di lavoro: la dottoressa Alessia Macchia è responsabile di tutto il personale della super Asl, mentre il dottor Luca Menichincheri si occupa di affari generali e protocollo. Per quanto riguarda i professionisti lucchesi, diversi sono a capo delle filiere di tutta l’Asl Nord Ovest: il dottor Garibaldi si occupa della farmaceutica territoriale, il dottor Martelloni della medicina legale, il dottor Piane coordina la filiera degli otorini, il dottor Domenici quella dei pediatri, la dottoressa Mazzoni quella dei neurologici, il dottor Cellai quella delle aree intensive e sub intensive, il dottor Tomasi il settore igiene e sanità pubblica. Insomma siete ben rappresentati».
Veniamo alle zone distretto: entro giugno la Regione farà dei tagli: toccheranno anche la nostra Asl?
«Per quel che riguarda la vecchia Asl 2 non ci saranno novità: le zone distretto della Piana e della Valle non verranno toccate. Qualche cambiamento ci potrà in Versilia, ma si deciderà soltanto a giugno». (g.p.)
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