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Lucca

Gesam Energia: Magnani accusa, il Comune replica

Il presidente di Gesam Energia Giovanni Magnani
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Il presidente di Gesam Energia Giovanni Magnani

Secondo il presidente l'azienda che si è occupata di calcolare il valore dell'azienda dei servizi energetici non ha preso in considerazione i 4,5 milioni di fatturazioni del 2015. Il Comune replica: "Valore calcolato sulla base dei bilanci". Il 23 febbraio convocato un consiglio per la revoca dell'incarico

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LUCCA. Conferenza stampa con i fuochi d'artificio per Gesam Energia, la società del gruppo Gesam fondata nel 2010 con l’obiettivo di sviluppare servizi energetici per istituzioni pubbliche e privati, tesi al risparmio energetico. Il presidente Giovanni Magnani, dopo aver illustrato le attività svolte nel corso di questi anni, ha contestato la valutazione della sua società fatta da una azienda esterna in vista della "scissione asimmetrica". "Nel corso degli ultimi anni - ha spiegato Magnani - il Comune non ha pagato a Gesam circa 4,5 milioni di euro legati agli sforamenti del contratto Sinergo. Fino ad ora queste somme non erano state fatturate, ma ora entreranno nel bilancio 2015. Pertanto il ricavato stimato della nostra società salirà a 11,5 milioni di euro, rispetto ai circa 6 degli anni precedenti".

In vista della scissione asimmetrica che dovrebbe portare a una ristrutturazione del gruppo per consentire la partecipazione di Gesam alla gara per la gestione della rete del gas,  un'azienda esterna è stata incaricata di fare una valatuzazione delle società del gruppo (partecipato da Comune di Lucca al 60% e Toscana Energia al 40%). "Ma l'azienda che ha fatto la stima di Gesam Energia non ha preso in considerazione i 4,5 milioni di euro di fatture di quest'anno, indicando nella sua perizia un valore di  soli 528mila euro: mi domando a chi possa servire questa svalutazione della società". L'accusa di Magnani, non troppo velata, è che queste cifre non siano state prese in considerazione per agevolare il socio privato, Toscana Energia.

La replica di palazzo Orsetti non si è fatta attendere. A poche ore dalle dichiarazioni di Magnani, il Comune ha organizzato una conferenza stampa per dire la sua. Presenti il sindaco Alessandro Tambellini, il presidente di Gesam spa Ugo Fava e l'assessore alle partecipate Lemucchi. "Abbiamo già chiesto le dimissioni a Magnani e dato che non le ha rassegnate abbiamo convocato un'assemblea per il 23 febbraio in cui gli verrà revocato l'incarico - spiega Tambellini - La decisione del Comune è maturata in seguito ad alcuni comportamenti tenuti dallo stesso Magnani nell'ultimo periodo: in particolare l'assunzione di personale e, cosa ancora più grave, la sottoscrizione di un contratto per l'acquisizione di un impianto di pirogassificazione, per un importo di 1,5 milioni di euro.Un acquisto che oltre ad essere stato portato a conclusione da Magnani senza l'autorizzazione del consiglio d'amministrazione, del collegio sindacale e all'oscuro di Lucca Holding e dell'amministraizone comunale. Un comportamento ben sopra le righe, che si è manifestato anche nell'alterco con un dipendente  della contabilità, che ha denunciato Magnani per aggressione". Questi i motivi che hanno spinto il Comune e Gesam spa a decidere di revocare l'incarico al presidente di Gesam Energia. Per quanto riguarda le accuse riguardanti il mancato conteggio delle fatture fatte al Comune nel valutazione del valore di Gesam Energia, questa è la risposta del Comune: "A noi è stata inviata solo una fattura di 2,7 milioni di euro e l'abbiamo rispedita al mittente perché la contestiamo - spiegano Tambellini, Fava e Lemucchi - Per contratto Gesam Energia è obbligata fare tutta una serie di investimenti annuali che invece non ha realizzato. Pertanto i costi in eccesso che ci vengono addebitati non sono dovuti. Infine, la stima della società è stata fatta da una azienda di consulenza, sulla base dei bilanci certificati al 30 settembre 2015 e le fatture a cui fa riferimento Fava non figurano in nessuno di questi. Pertanto gli 11,5 milioni sono una sua stima che non trova riscontro. Inoltre, se ci fosse stata una svalutazione di Gesam Energia in vista della scissione asimmetrica, questo avrebbe favorito il Comune di Lucca non certo Toscana Energia. Insomma, tutto il suo ragionamento non sta in piedi". 

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