Il dolore
Carmignani in Procura a inizio settimana
Il Comune attende l’esito delle indagini prima di prendere provvedimenti sul comandante dei vigili
LUCCA. Per ora il comandante dei vigili Stefano Carmignani resta al suo posto. Ma se dall’indagine a suo carico dovessero emergere novità clamorose o si arrivasse a un rinvio a giudizio, il Comune prenderebbe provvedimenti. È questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore alla Municipale Francesco Raspini, interpellato in merito alla vicenda che vede Carmignani iscritto nel registro degli indagati per i reati di falso e peculato. «Fermo restando il principio di innocenza e fermo restando che l'indagine è a tutela dell'indagato – spiega Raspini – se venissero accertate delle responsabilità o se ci fosse un aggravamento della sua posizione, faremo delle valutazioni supplementari. Al momento, però, il comandante resta al suo posto. Per quanto ci riguarda, siamo a disposizione dell'autorità giudiziaria».
Dato che Carmignani è assunto come dirigente con contratto a tempo determinato (scade nel 2017, a fine legislatura), ex articolo 110 della legge 165, non può essere trasferito ad altri incarichi. In altri termini, il Comune ha solo due opzioni: o lo sospende, o lo lascia dov’è. Per ora a palazzo Orsetti si è deciso di percorrere la prima strada.
Intanto Carmignani si è preso qualche giorno di ferie per allontanarsi dai riflettori: all’inizio della prossima settimana si presenterà in via Galli Tassi per essere ascoltato dal procuratore facente funzioni Fabio Origlio, accompagnato dall’avvocato Gioia Crippa. Le ipotesi di reato riguardano l’uso illecito dell’auto civetta di servizio. In pratica, il comandante avrebbe usato la vettura non per ragioni di ufficio, ma a titolo personale. Al termine delle indagini preliminari e sulla base degli elementi in suo possesso la Procura potrebbe chiedere anche il giudizio immediato.
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