Sicurezza
Unioni civili, petizione da Lucca
Andreuccetti: «Puntiamo a sensibilizzare». Si firma su change.org
LUCCA. Parte dalla base lucchese del Pd la petizione sul sito www.change.org per chiedere a tutti i senatori della Repubblica italiana di approvare il disegno di legge Cirinnà così come presentato dalla senatrice, abbracciando in pieno quindi anche il riconoscimento della “stepchild adoption”, ovvero l’adozione dei figli del partner.
È lo stesso segretario del Pd territoriale Patrizio Andreuccetti a promuovere la petizione, direttamente dal suo profilo Facebook, rivolgendosi ai senatori della Repubblica.
«In questi giorni in Senato si sta discutendo il ddl Cirinnà, vale a dire un decreto che riconosce le unioni civili, anche fra persone dello stesso sesso - recita il testo della petizione -. Chiediamo ai Senatori Pd, e a tutti i Senatori della repubblica - continua - di approvare il ddl Cirinnà così come presentato dalla senatrice, perchè:
- rappresenta un testo già figlio di mediazione politica e contiene le sfumature delle diverse sensibilità presenti nel Pd e nella società italiana;
- rende reale il principio dell'uguaglianza;
- permette all'Italia di allinearsi agli altri Paesi europei sul tema dei diritti;
- l'amore è amore, e non esite quello di serie A e quello di serie B.
L’iniziativa è nata ieri, spiega il segretario territoriale del Pd Patrizio Andreuccetti, «durante un confronto all’interno del nostro partito. Abbiamo deciso di promuovere questa petizione - sottolinea - con l’auspicio di fare un’opera di sensibilizzazione su queste tematiche».
«Siamo stati i primi a unici in Italia ad assumere questa iniziativa e a prendere questa posizione - continua il segretario territoriale del Pd -. Del resto questo è un territorio che fin da subito ha appoggiato il disegno di legge Cirinnà».
Inoltre è stato il senatore Marcucci a proporre l’emendamento per facilitare il cammino del disegno di legge Cirinnà, l’emendamento cosiddetto “canguro” che di fatto cancella tutti gli altri emendamenti.
La petizione potrà quindi essere importante per invitare alla riflessione anche gli stessi senatori che mercoledì prossimo, 24 febbraio, saranno chiamati a esprimere il loro voto sul disegno di legge a Palazzo Madama.
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