Sicurezza
Porta Elisa, affitto troppo caro GhiviBorgo emigra a San Giuliano
LUCCA. La squadra del GhiviBorgo dice addio allo stadio Porta Elisa. Domenica 21 febbraio contro lo Scandicci e in almeno 3 dei prossimi 6 impegni interni la formazione della Valle giocherà nell'impi...
LUCCA. La squadra del GhiviBorgo dice addio allo stadio Porta Elisa. Domenica 21 febbraio contro lo Scandicci e in almeno 3 dei prossimi 6 impegni interni la formazione della Valle giocherà nell'impianto sportivo del comune di San Giuliano Terme. Per gli altri invece si parla del Necchi Balloni di Forte dei Marmi. L'accordo con la Lucchese - valido sino al 31 gennaio dopo un'ulteriore proroga - è stato impossibile da rinnovare per i dirigenti della formazione che milita in serie D e sta lottando con Gavorrano e Gubbio per la promozione nei professionisti.
Il motivo? Troppo oneroso il prezzo richiesto dalla Lucchese alla società di serie D per affittare lo stadio fino al mese di giugno. «Ringraziamo l'As Lucchese Libertas 1905 per l'ospitalità ricevuta che ha consentito di vivere la prima parte di questa nostra fantastica avventura nella splendida cornice del Porta Elisa» viene riportato nella nota diffusa in giornata di ieri dal club biancorossoblu.
«Un'esperienza - prosegue la comunicazione ufficiale - che, seppur conclusa riguardo alla location, continuerà nella stretta collaborazione tra le due società per valorizzare i giovani del territorio». I tifosi della Media Valle quindi per le partite interne dovranno spostarsi sia San Giuliano Terme, in territorio pisano, sia a Forte dei Marmi in territorio versiliese, almeno sino all’inizio della prossima stagione quando sarà realizzato il nuovo impianto sportivo della Valle. «L'Asd GhiviBorgo ringrazia il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio, e l'assessore allo sport, Mauro Becuzzi, oltre al presidente della società sportiva per l'immediata disponibilità dimostrata», si conclude la nota della società dei biancorossoblu. Una domanda sorge spontanea: ma visto l’ottimo rapporto e la valorizzazione di alcuni giovani (Federico Russo in primis e adesso anche Ballardini e Centi) non si poteva addivenire ad un accordo pro bono pacis?
Luca Tronchetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
