Il dolore
Mense scolastiche Una proposta per rivedere le regole
In commissione consiliare Martinelli (Fi) porterà l’idea di consentire ai bambini di portarsi il cibo da casa
LUCCA. Da una parte un costo ritenuto da molti eccessivo in relazione alla qualità del servizio, dall’altra un divieto – quello che impedisce di portarsi il cibo da casa – che impedisce di aggirare il disagio. Stiamo parlando di mense scolastiche e di due questioni collegate tra di loro e che saranno discusse domani pomeriggio dalla commissione consiliare pubblica istruzione, sollevate dal consigliere comunale Marco Martinelli, presidente del gruppo Forza Italia Alternativa Civica di Centrodestra.
«Eliminare lo sperequato rapporto qualità-prezzo imposto ai cittadini con l'attuale servizio di ristorazione scolastica»: Martinelli presenta così la sua proposta di deliberazione, che sarà oggetto di discussione della commissione consiliare. Una proposta avanzata per per modificare il regolamento di refezione scolastica attualmente in vigore, e approvato con delibera di consiglio comunaleil 17 maggio 2013. ù
«Non è pensabile – dichiara Martinelli – assistere a un aumento del prezzo dei buoni pasto con una contemporanea diminuzione della qualità del cibo servito agli alunni».
Ma il punto centrale di tutta la discussione, e della proposta di Martinelli, è rappresentata soprattutto dal contestato veto previsto dal regolamento, appunto quello di poter portare il cibo da casa propria.
Da qui la richiesta del consigliere di Forza Italia per «l'introduzione ex novo di un articolo 19 bis che disciplini le modalità e le condizioni per consentire la possibilità per i bambini di portare cibo in proprio dall'esterno e consumarlo nei locali scolastici. Tale opzione, che non incontra alcun divieto normativo espresso, va incontro alle esigenze di molte famiglie che per varie ragioni, in primis la scarsa qualità e l'eccessivo costo del servizio, preferiscono optare per tale scelta piuttosto che essere obbligata a usufruire del servizio offerto».
Un nuovo articolo che, indicando il come, possa consentire ai genitori di avere delle alternative al servizio mensa: «La nuova norma – spiega infatti Martinelli – prevede che gli alunni e le famiglie dovranno concordare con i responsabili degli istituti scolastici le condizioni e le modalità organizzative del servizio in modo da garantire ai medesimi alunni, e agli altri che usufruiscono del servizio mensa, idonee e sicure misure per la consumazione dei cibi. Nella medesima norma si ribadisce anche la possibilità per le famiglie di far consumare ai propri figli il pranzo fuori dalla scuola, prevedendo la possibilità di prelevarli alla fine delle lezioni per riportarli a scuola all'inizio delle lezioni pomeridiane».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
