Sicurezza
Il potenziamento? Solo una griglia
Il comitato: il depuratore Casa del Lupo è al limite, ma arrivano nuove utenze
CAPANNORI. Dieci giorni sono passati dalla segnalazione, ma niente à cambiato. La segnalazione è quella di Liano Picchi, del Comitato ambientale Paganico Colognora Tassignano, e riguarda il depuratore di Casa del Lupo «a cui affluiscono i liquami industriali e civili di ben 4 comuni della piana e che da decenni è in attesa di ammodernamento e raddoppio delle vasche, ampiamente sottodimensionate rispetto alle reali necessità».
«Per diversi mesi l'anno – continua Picchi – il depuratore non riesce a recepire le quantità in arrivo e la società Acque, che gestisce le reti e incassa le tariffe, provvede a scaricare direttamente nelle acque del canale Frizzone i liquami in eccesso senza alcuna depurazione. Sapendo che l'80% dei reflui sono di origine industriale, e tra queste ci sono industrie chimiche, galvaniche, di vernici ci risulta alquanto difficile credere che possano essere classificati come "non pericolosi". Ma Acque Spa giustifica gli scarichi come una cosa eccezionale che si verifica solo durante le fortissime piogge, tanto che definisce queste opere di bypass come "sfioratori di piena ". In realtà bastano poche gocce perché lo sfioratore entri in funzione e continui a scaricare per giorni e giorni, come accaduto in questo periodo».
Insomma, c’è bisogno di potenziare l’impianto, invece l’unica cosa destinata a crescere è la quantità di liquami in arrivo: «Si prevede di allacciare altre utenze – scrive picchi – andando così a percepire compensi per un servizio che già oggi è solo parzialmente prestato. Invece la società Acque pensa di risolvere il problema realizzando una vasca a monte del depuratore che anziché tracimare avrebbe la prerogativa per mezzo di una idrovora di velocizzarne lo sversamento nel canale. Giocando sull'equivoco che al potenziato sversamento verrà applicata una semplice griglia metallica, hanno l'ardire di definirla “opera di miglioramento funzionale dello sfioratore esistente”. Ma anche un bambino sa che la parte pericolosa dei reflui industriali non è costituita certo da qualche contenitore in plastica, eppure sembra che l'opera possa procedere senza alcuna autorizzazione o conferenza di servizi. Ricorreremo a tutti gli enti preposti alla salvaguardia dell'ambiente per denunciare quest'assurdità».
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