La manifestazione
Due milioni da case e terreni
È quanto frutta in un anno il patrimonio immobiliare dell’amministrazione
LUCCA. Quasi due milioni di euro ogni anno. È quanto frutta all’amministrazione comunale il suo imponente e diffuso patrimonio immobiliare, fra immobili assegnati in convenzione ad associazioni culturali, immobili affidati con atto di locazione o concessione amministrativa (in cui rientrano anche le concessioni per gli impianti di telefonia, le fatidiche “antenne”, diciassette in tutto sul territorio comunale, tante odiate dai cittadini quanto “amate” dalle casse municipali per il ritorno economico che comportano: 372.803 euro l’anno). E fra case popolari: un migliaio di alloggi concentrati nelle periferie di Montuolo, San Vito, Sant’Anna, Pontetetto e San Concordio. Anche se di case popolari, seppure in numero risicato, ne esistono ancora nel perimetro “dorato” delle Mura urbane: ve ne sono in via delle Chiavi d’Oro, in piazzale Verdi, in via del Crocifisso e in via Mordini per fare alcuni esempi. Queste ultime determinano, in blocco, un gettito che si attesta intorno a un milione 100.000 euro, e considerata una percentuale di morosità che si attesta per Lucca sul 7% (altrimenti le entrate arriverebbero a circa 1.182.000 euro). Percentuale quasi metà della media provinciale (13%). Nel complesso le entrate da case popolari dalla Versilia alla Lucchesia passando per Piana e Garfagnana sono ammontate nel 2015 (dati Erp) a 4.100.000 euro.
Numeri importanti, che fanno discutere. Soprattutto fanno discutere i criteri di determinazione dei canoni a seconda della tipologia di immobile assegnato in affitto o dato in concessione.
IMMOBILI ASSEGNATI IN CONVENZIONE. Per un locale di 91,58 metri quadrati in via Brunero Paoli l’Agesci paga un canone annuo di 1.765 euro: all’incirca sono 1,6 euro al metro quadrato al mese. Una cifra fuori dal mercato privato: come conferma l’immobiliarista Giuliano Satti, nelle zone meno nobili del centro storico, l’affitto va tra i 10 e i 15 euro al metro quadro al mese. Agesci è solo un esempio dei 48 soggetti che beneficiano di un immobile assegnato dal Comune attraverso convenzione e che “fruttano” 49.010 euro in un anno (dati riportati dal sito del Comune). Ma sono associazioni, che svolgono funzioni sociali, culturali o altro per la comunità. Soggetti per i quali, spiega l’assessore al patrimonio Antonio Sichi, viene previsto un abbattimento fino al 50% del canone effettivo. «Da quando ci siamo insediati - spiega l’amministratore - abbiamo rinnovato tutte le convenzioni in scadenza secondo modalità di massima trasparenza, attraverso delibere e determine. Sette associazioni non hanno accettato il rinnovo perché erano abituate a non pagare e invece noi avevamo previsto un canone, seppure agevolato».
IMMOBILI IN AFFITTO O IN CONCESSIONE. Sono la voce più cospicua, dopo le case popolari, di entrate da immobili per il Comune. Una voce che ammonta annualmente a 779,392 euro. All’interno ci sono i 213.264 euro di affitto della sede di Sistema Ambiente a San Marco (scade il 31 dicembre 2019) e diciassette impianti di telefonia mobile di vari gestori con canoni annuali che vanno da un minimo di 13.600 euro a un massimo di 41.664. Tra gli immobili in affitto risultano anche locali affidati a privati per scopi commerciali. Due esempi: il negozio Ossidiana in via Sant’Andrea (20 metri quadrati per 4.600 euro l’anno, una media sui 20 euro al metro quadro al mese considerato da esperti come Satti in linea con le tariffe del mercato privato degli affitti) e la sede della cooperativa dei tassisti lucchesi al piano terra della ex casa del custode della media Carlo Del Prete (22 metri quadrati per un canone annuo di 1.600 euro).
COMODATO GRATUITO. Diciannove immobili, tutti in comodato gratuito. Sono quelli assegnati ad associazioni (tra cui Anffas, Croce Verde, Fasm, Fratres, la diocesi di Lucca) che rappresentano un capitolo a parte. Il Comune, spiega Sichi, assegna a queste associazioni un locale in comodato quale compartecipazione al progetto che portano avanti. E non beneficiano di altri contributi pubblici per la loro attività. È quanto riporta Sichi, il quale puntualizza che queste associazioni comunque «provvedono in autonomia a pagare utenze e a gestire i locali».
CASE POPOLARI. Un migliaio gli alloggi popolari sul territorio comunale di proprietà dell’amministrazione e gestiti attraverso Erp. Un mare magnum di abitazioni e mattoni, di quartieri e di persone. I canoni di affitto oscillano tra 40 e 200 euro (canone medio 109 euro, tre in media gli inquilini per alloggio: dati Erp). «Ogni due anni - spiega l’assessore Sichi - si procede all’aggiornamento degli affitti. Agli assegnatari degli alloggi viene richiesto di produrre una documentazione sul reddito familiare: è poi compito di Erp verificare a quale fascia di canone corrisponde. «Stiamo aggredendo con forza la morosità - spiega il presidente di Erp Francesco Franceschini -. Molte famiglie morose hanno accettato un piano di rientro. Rispetto al passato, in cui i morosi erano prevalentemente “furbi”, oggi il più delle volte la morosità è incolpevole, scatta perché si perde il lavoro e i soldi non ci sono». A Lucca circa 70 famiglie stanno affrontando un piano di rientro fra tre e cinque anni.
IMMOBILI DI TERZI USATI DAL COMUNE. C’è anche la voce ribaltata: i canoni che il Comune paga a terzi dei quali utilizza immobili, per un totale di 274. 391 euro. Il costo annuo maggiore è quello pagato alla Fondazione San Ponziano per l’utilizzo dell’ex convento in cui ha sede la scuola Carducci (180.000 euro). A seguire l’affitto versato per l’utilizzo dei locali adibiti a magazzino/archivio in via della Billona 197 (47.718 euro), al Real Collegio per l’ostello (21.892 annui, in regime di convenzione) e ad Erp Lucca per l’affitto del fabbricato al primo piano in via Giorgini a San Vito sede di un centro sociale (15.198 euro).
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