Il Tirreno

Lucca

Meningite, appello ai medici: «Iniziate a vaccinare»

di Gianni Parrini
Una vaccinazione contro la meningite
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Una vaccinazione contro la meningite

Il presidente dell’Ordine di Lucca ai colleghi: «È necessario collaborare»

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LUCCA. Solo il 40% dei medici di base della Lucchesia partecipa alla campagna di prevenzione contro la meningite. Il presidente dell’ordine fa un appello ai colleghi e li richiama al senso di responsabilità. «Cerchiamo di dare tutti una mano, ma coinvolgiamo anche le guardie mediche».

È questo il messaggio che il dottor Umberto Quiriconi, presidente dei medici lucchesi, manda ai quasi 200 colleghi presenti sul territorio (136 nella Piana, 54 nella Valle). Fino a ora meno delle metà di questi si è lasciata coinvolgere nella campagna di prevenzione contro la meningite lanciata dalla Regione. Una campagna che sul nostro territorio ha preso il via nella primavera 2015, quando si sono manifestati i primi due casi “lucchesi”. Da allora i vaccini per gli under 45 sono diventati gratuiti e l’Asl ha dato l’accesso diretto agli ambulatori per consentire le vaccinazioni (basta rispettare i giorni indicati sul sito dell’azienda, ma non serve la prenotazione).

I problemi. Uno sforzo notevole a cui però finora è mancato un pezzo fondamentale: i medici di famiglia. Un’assenza che comincia a farsi sentire in questa fase di “isteria da meningite”, dato che gli ambulatori sono presi d’assalto: nelle ultime settimane a Lucca e Capannori si viaggia a una media di quasi 200 vaccinazioni al giorno, con le persone in coda per ore e le scorte di vaccini in rapida diminuzione. Se i medici di base partecipassero maggiormente le code diminuirebbero, gli ambulatori sarebbero meno affollati e si arriverebbe rapidamente a una copertura vaccinale soddisfacente.

Pochi incentivi. Probabilmente alla base della scarsa adesione c’è anche un incentivo economico poco appetibile: per ogni vaccinazione i medici di base hanno un premio di “soli” 6,16 euro. Poco rispetto ai colleghi pediatri che per un analogo servizio incassano 20,66 euro. Non a caso in quest’ultima categoria la partecipazione alla campagna anti-meningite è stata più alta: tra l’80 e l’85% secondo Asl.

Firenze tuona. A Firenze, per spingere i medici a sfoderare le siringhe e dichiarare guerra al meningococco, è sceso in campo il presidente dell’ordine Antonio Panti, che ha minacciato provvedimenti disciplinari verso i dottori riottosi: «Il codice deontologico li obbliga a collaborare in caso di emergenze – ha dichiarato nei giorni scorsi a Repubblica – E questa lo è, visto lo sforzo che Regione e ministero chiedono».

Idea guardie mediche. A Lucca Quiriconi sceglie una strada più soft, ma il messaggio è identico. «Parlare di sanzioni e provvedimenti disciplinari mi sembra fuori luogo – ha spiegato – Certo è che qualcosa in più bisogna fare. Molti colleghi non hanno partecipato per paura di rimanere compressi in quest’unica attività. In effetti, quando si hanno 1.500 pazienti e ci sono simili campagne, il rischio di trovarsi ingolfati esiste. Personalmente ho aderito e ho già fatto una sessantina di vaccini. Il problema è che li ho finiti e sto aspettando il rifornimento. Ai colleghi faccio un appello pressante, invitandoli a lasciarsi coinvolgere. All’Asl, invece, chiedo una migliore distribuzione delle dosi e una compartecipazione alla campagna anche da parte delle guardie mediche (al Campo di Marte ve ne sono alcune che di giorno svolgono attività di supporto ai medici di base, ndr) e dei dottori del Pronto soccorso che seguono i codici bianchi. In questo modo diluiremo il carico delle vaccinazioni su un maggior numero di soggetti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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