Attenzione
Cinque farmacie contro il Comune
Ricorsi al Tar contro la nuova mappa dei punti vendita. Contraria anche l’associazione dei proprietari
LUCCA. È destinata a tornare, per l’ennesima volta, in un’aula di tribunale la vicenda della “ridistribuzione” immaginata dal Comune per le farmacie sul territorio. Nei giorni scorsi, infatti, palazzo Orsetti ha incaricato l’avvocatura comunale di difendere l’operato dell’amministrazione in cinque ricorsi al Tar presentati contro le due delibere di giunta del 2014 che ridisegnarono la mappa delle farmacie, prevedendo un possibile “riequilibrio” fra il centro storico e i quartieri della periferia.
Cinque ricorsi, dicevamo. Il primo è stato presentato da Francesca Martinelli, della farmacia in via Pisana vecchia a Sant’Anna; il secondo da Alessandro Pellegrini, titolare della Farmacia Landi a Ponte a Moriano; il terzo da Maria Rosaria D’Atri, titolare della Farmacia Ponte del Giglio; il quarto da Alessandra Buti e Gianfranco Pachetti, titolari rispettivamente delle farmacie di San Concordio e San Filippo; il quinto, infine, da Federfarma di Lucca, vale a dire l’associazione che riunisce fra loro i proprietari di farmacie. Ed è proprio quest’ultimo ricorrente che colpisce di più, quasi a dare il segno di una frattura anche all’interno della “galassia” delle farmacie lucchesi. Perché - va ricordato - tutta la vicenda nacque quando una farmacia del centro, la Baldi di via Vittorio Veneto, chiese di uscire fuori dalle Mura. Il Comune disse di no, la farmacia fece ricorso e lo perse. Ma i giudici invitarono il Comune a dotarsi di un nuovo strumento per ridistribuire i punti vendita. Le due delibere del 2014 arrivarono proprio a questo risultando. Avendo, come corollario, la possibilità per al massimo quattro farmacie di spostarsi fuori dal centro: occasione sfruttata dalla Baldi (andata all’Esselunga di San Concordio) e dalla Masoni (traslocata al centro Martini all’Arancio). Contro questi provvedimenti, ora, si sono “scatenati” gli avvocati di altri farmacisti, tutti con l’attività fuori dal centro storico.
In Comune, comunque, le aspettative sono buone. Perché - si fa notare - già una volta i giudici del Tar si sono pronunciati sullo stesso argomento. E la sentenza è stata favorevole all’amministrazione pubblica, anche se è stato presentato ricorso davanti al Consiglio di Stato.
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