Il Tirreno

Lucca

Anthea, c’è un buco di quasi sei milioni

di Luca Tronchetti
Anthea, c’è un buco di quasi sei milioni

Viaggio in Inghilterra del curatore per recuperare dei beni

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LUCCA. Un lavoro certosino che lo ha portato sino nel Regno Unito - a Lancaster e Leicester - per cercare di recuperare beni mobili in modo da recuperare qualche soldo nel tentativo di soddisfare la massa creditoria. Il commercialista Massimo Romiti, nominato dai giudici del tribunale dopo la declaratoria fallimentare dell’Anthea Tecnologica e Ambiente con sede in via del Brennero, al momento ha presentato uno stato passivo di 5 milioni e 858mila euro così suddiviso: 2 milioni e 299mila euro coperti da privilegio o ipoteca, 530mila euro ipotecari pignorati e 3 milioni e 26mila euro chirografari. Sono 163 le domande di insinuazione al passivo depositate in cancelleria. E si tratterebbe soltanto di una parte perché la curatela si attende i creditori ammessi al passivo con ritardo (tra cui numerosi istituti di credito visto che l’Anthea aveva rapporti con 15 banche) aumentino attraverso le integrazioni supplementari e che alla fine il saldo passivo arrivi a 7-8 milioni di euro.

Creditori soddisfatti. Stando così le cose dalle azioni di recupero e dai crediti verso terzi il commissario giudiziale potrà soddisfare soltanto i 20 dipendenti (12 operai e 8 impiegati) dell’Anthea che vantano crediti complessivi per 872mila euro. I chirografari (fornitori in primis, ma anche istituti di credito dove l’azienda aveva aperto conti correnti) al 99% non prenderanno un euro.

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Viva l’Inghilterra. Il commercialista nominato dai giudici del tribunale ha dovuto fare un viaggio di 5 giorni in Inghilterra per recuperare e vendere nell’immediatezza macchine, camion, furgoni, attrezzature e arredamento per uffici all’interno di cantieri realizzati da Anthea nelle città di Lancaster e Leicester per conto della Sofidel Unikay. Dopo aver redatto l’inventario dei beni mobili il dottor Romiti ha provveduto alla vendita ad aziende del luogo ricavando al momento 85mila euro che vanno ad alimentare l’attivo fallimentare.

Scritture contabili. La difficoltà a reperire un rendiconto dei clienti, dei debiti e dei crediti e una contabilità farraginosa e non aggiornata ha costretto la curatela ad un fatica immane visti i dati scarni in possesso e il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2014 non presentato. Così, grazie anche all’aiuto di alcuni dipendenti, il commercialista attraverso azioni di recupero sta ottenendo dei crediti che l’Anthea aveva e non ha riscosso. Tra questi uno verso l’Asl 2 per lo smaltimento di rifiuti effettuato, ma mai fatturato. Discutibile la gestione del presidente Camillo Auricchio e da metà novembre dell’amministratrice unica Piera Carassiti.

Storia dell’azienda. Dal 1997 l’azienda operava nel settore dell’edilizia, dello smaltimento dell’amianto e del fotovoltaico. Dal 7 gennaio 2015 la ditta era stata posta in liquidazione ed era stato nominato come liquidatore Paola Vannini.

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