Il Tirreno

Lucca

Le fabbriche storiche finiscono all’asta

di Luca Cinotti
Le fabbriche storiche finiscono all’asta

Lucca, nelle prossime settimane saranno “battuti” gli immobili di ditte come Colged e Metaform

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LUCCA. Per anni, decenni, hanno significato lavoro e reddito per centinaia di famiglie. Ma i tempi cambiano e per molte aziende non in meglio. E così, nelle prossime settimane, andranno all’asta giudiziaria importanti complessi industriali sparsi in tutta la Lucchesia che portano nomi importanti.

Metaform. Il 23 febbraio sarà battuto all’asta il complesso immobiliare che, in via per Camaiore a Monsagrati, ha ospitato dal 1946 la Metaform, storica società fondata dalla famiglia Vincenzi per anni leader nella produzione e commercializzazione di mobili, accessori e complementi di arredo bagno e materie plastiche per cucina. L’azienda, in crisi dal 2004, tentò la carta del concordato preventivo, ma a settembre 2014 venne dichiarata fallita. La vicenda ha avuto anche strascichi giudiziari per gli amministratori. La superficie complessiva è di oltre 10.000 metri quadri e la base d’asta è di 1.400.000 euro.

Eurosak. Con 5,9 milioni è il “pezzo” di maggior valore nelle prossime settimane: è l’ex Eurosak, a Porcari, fabbrica che si occupava di imballaggi industriali e la cui crisi, qualche anno fa, portò anche a un durissimo scontro con le organizzazioni sindacali. La superficie complessiva supera in questo caso i 12.000 metri quadri e le norme urbanistiche i Porcari prevedono strutture che abbiano impatto ambientale minore o uguale a quella della vecchia Eurosak. Quindi sono ammessi: impianti industriali e artigianali, attività commerciali in genere, uffici amministrativi, direzionali e centro servizi, attività turistico-ricettive. L’asta è fissata per il 30 marzo.

Colged. Ormai è poco più di un rudere che la notte offre un riparo a senzatetto e disperati. Ma per anni la Colged, sulla via Romana all’Arancio, è stata una delle aziende più importanti in Italia per la costruzione di lavastoviglie industriali. Dopo l'acquisizione da parte della veronese Eurotec (poi finita in mano a una multinazionale americana) e il trasferimento delle linee produttive ad Altopascio, lentamente lo stabilimento dell'Arancio è andato in malora, fino all’acquisizione della Im.ar. di Giovanni Tronci, azienda finita all’interno di una complessa vicenda giudiziaria e fallita nel 2012. Già un tentativo di venderla è andato fallito. Ora ci si riprova, il 22 marzo, partendo da una base di 1.375.000 euro.

Eurotec. Per raccontare questa storia bisogna spostarci a Fabbriche di Vallico. Qui, a fine 2009, la cartiera lungo la Turrite a marchio Kartogroup venne acquistata dai tedeschi di Wepa. Anche quest’ultimo gruppo, però, ha deciso di passare la mano e a inizio 2014 l’azienda venne venduta a Eurotec, azienda con tre soci lucchesi. La crisi, però tornò a mordere, e lo scorso anno Eurotec è stata dichiarata fallita, con una quindicina di dipendenti in cassa integrazione. Ora l’immobile andrà all’asta: il 2 marzo sarà “battuto” per 650.000 euro di base.

Il rustico. Vanno all’asta due lotti che appartenevano all’azienda di articoli da regalo “Rustico creazioni srl”. Il primo, in via Stipeti a Coselli, verrà battuto il 22 marzo a tre milioni e mezzo; il secondo, in via San Pieretto a Guamo, a 1.200.000 euro.

La ex Nencini. Più d’uno si ricorderà dell’incendio di pneumatici che, ad agosto del 2001, annerì il cielo di Sant’Alessio, dove andare a fuoco numerose gomme in una discarica nell’area ex Nencini, in via delle Piagge. Già allora la fabbrica era chiusa da tempo e nei piazzali era rimasto materiale vario. Ora tutto il complesso viene venduto all’asta, dopo una lunghissima procedura esecutiva che ha avuto inizio nel 1992. Il prezzo base fissato per la vendita è di 376.000 euro.

Il bowling. Non è una fabbrica, ma è comunque un luogo che a Lucca conoscono più o meno tutti: si tenterà di vendere all’asta, infatti, parte dell’immobile che ospita il bowling in viale Corsica a San Vito: prezzo base 225.000 euro. In vendita sono solo le “mura”: l’attività della sala da gioco, infatti, non è minimamente interessata dalla procedura.

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