Il Tirreno

Lucca

I versi dei poeti anonimi sui muri dei palazzi antichi

di Flavia Barsotti
I versi dei poeti anonimi sui muri dei palazzi antichi

Il MeP, movimento per l’emancipazione della poesia, sbarca a Lucca e dice che accetterà l’invito del sindaco a collaborare per una manifestazione

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LUCCA. La semplicità di un banale foglio A4 e la grandezza dell’arte che questo veicola. Ricorda vagamente la figura retorica dell’ossimoro, la strategia scelta dagli anonimi poeti lucchesi per farsi conoscere dai cittadini. Comuni pagine bianche che l’umidità ha in parte accartocciato, sono quelle apparse, nei giorni scorsi, appese ai muri dei diversi angoli del centro storico con l’unico obiettivo di rispolverare nelle coscienze dei passanti, l’interesse e il rispetto verso una delle espressioni più nobili della parola scritta.

Non c’è alcuna pubblicità fra le righe di inchiostro nero che riportano quei pezzi di carta, nessuna critica politica, ma solo "la voglia di restituire la giusta priorità ad una delle più potenti forme artistiche a disposizione dell’essere umano". A dirlo, sono proprio gli autori dei testi, i membri del nucleo lucchese del MeP, il “Movimento per l’emancipazione della poesia”, nato a Firenze nel 2010 e, in questi giorni, approdato anche a Lucca. Riportano questa sigla i diversi fogli sparsi per il centro, dietro cui si celano soprattutto studenti, ma anche professionisti e lavoratori precari. All'interno del movimento, nessun ordine gerarchico, «ogni membro gestisce liberamente la sua pagina e le poesie che vuole diffondere: nelle decisioni tutti sono uguali». A legarli, oltre all'origine lucchese, alla grande passione per la scrittura e a un obiettivo comune, c’è il segreto su chi faccia parte del gruppo. Al di fuori dell’ambiente nessuno conosce le generalità degli artisti. «Abbiamo scelto l’anonimato affinché sia la poesia in primo piano piuttosto che i singoli autori – spiegano - Il MeP nasce da un bisogno che si fa sentire sempre più forte in questi tempi moderni. La Poesia vive un momento di decadenza assoluta: coloro che venivano chiamati “poeti” sono pubblicamente inesistenti o non presi in considerazione. Il MeP si propone come mezzo per renderla accessibile a tutti, al fine di risvegliare una sensibilità troppo a lungo sopita». Lo scopo, per niente scontato, è di non relegarla più ad un ruolo marginale, di non lasciarla cioè esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze.

«Sono molte le pagine distribuite in modo più o meno nascosto nel centro storico – confessano – Lucca è una città in cui quest’arte trova, seppur timidamente, i suoi piccoli spazi». Tanti i temi affrontati, scelti da ciascun membro in base alla propria visione e al proprio stile. «Per ogni autore stampiamo un ugual numero di testi, attaccati in giro senza ordine prestabilito – spiegano -. Più ponderati invece, sono i luoghi in cui decidiamo di affiggerle: cerchiamo sempre di evitare muri con intonaco appena rifatto. Seppur legalmente non vi sia differenza fra una parete integra e una sciupata, moralmente preferiamo scegliere muri già rovinati».

Il metodo dell'attacchinaggio, utilizzato per il momento una sola volta, ha destato curiosità e polemiche. Se da una parte è bastato poco perché nuovi lucchesi chiedessero di potersi unire al gruppo, dall'altra, pur riconoscendo le nobili intenzioni, non tutti hanno visto di buon occhio il sistema adoperato. Il primo a parlare dei poeti anonimi era stato il sindaco Alessandro Tambellini, durante un sopralluogo nel centro storico per verificare le situazioni di degrado. «Li invito a palesarsi – aveva detto – sono contrario a questa modalità di diffusione incivile, ma non a chi vuole portare la poesia in mezzo alla gente». Una richiesta che dal MeP sembrano, almeno in parte, essere disposti ad accogliere. «Non escludiamo un confronto con l’amministrazione per organizzare manifestazioni che rimangano all'interno dei nostri fini – affermano -. Tuttavia, le strategie di diffusione democratica del MeP non si limitano al solo attacchinaggio per le strade: per questo continueremo a fare ciò che facciamo seguendo i metodi che riterremo più adatti».

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