Il Tirreno

Lucca

Caos ferrovia, i treni ripartono ma lenti

di Luigi Spinosi
I lavori nel punto in cui si è verificata la frana
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I lavori nel punto in cui si è verificata la frana

Velocità ridotta nel punto della frana. E da Altopascio arriva un’accusa

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LUCCA. È stato riaperto alle 17,40 di ieri, e il primo treno è passato poco dopo le 18, il tratto Lucca-Altopascio della linea Firenze Viareggio, quello interessato dalla frana lungo la scarpata. Sotto i binari, all’altezza di un piccolo ponte a Badia Pozzeveri, venerdì l’acqua si era portata via una parte importante della massicciata, rendendo di fatto impossibile il passaggio dei treni. I lavori di ristemazione sono andati avanti ininterrottamente dal momento della scoperta, e proseguiranno anche nei prossimi giorni, nonostante l’avvenuta riapertura della tratta ferroviaria. Per questo nel punto interessato dalla frana i treni viaggeranno a velocità ridottissima, per un tratto di circa 300 metri, fino a quando gli interventi di ripristino non saranno completati (nell'arco di circa cinque giorni, secondo le previsioni delle Ferrovie). Un rallentamento che avrà conseguenze anche sul tempo di percorrenza che nel tratto compreso tra Lucca e Altopascio dovrebbe dilatarsi di 5 minuti.

Intanto però si innesca una polemica, sulla base di una segnalazione del Comune di Altopascio. Il caos si poteva evitare? Questa è infatti la domanda che viene naturale alla luce della documentazione resa nota dal sindaco Maurizio Marchetti. Pare che in questo caso non si possa parlare di fenomeno imprevisto e imprevedibile perché, in realtà, quel che è accaduto qualcuno lo aveva non solo previsto, ma anche messo nero su bianco mesi fa e comunicato a Ferrovie dello Stato. Quel qualcuno era proprio il Comune di Altopascio, ma il suo allarme, alla luce di quanto accaduto, era rimasto inascoltato. «Il Comune di Altopascio – scrive infatti il sindaco Marchetti – aveva dettagliatamente segnalato la frana che ha creato tanti problemi all'ente competente, ovvero le Ferrovie dello Stato. Lo ha fatto con una email inviata il 21 settembre 2015 alle ore 12,33. I due funzionari cui è stata inviata la comunicazione hanno letto il messaggio, dimostrando quindi di averlo ricevuto, nello stesso pomeriggio, rispettivamente alle 15,56 e alle 18,11. Perchè allora non si è fatto nulla, aspettando che questo movimento di terra diventasse frana e impedisse la circolazione dei treni?».

Raddoppio, vertice a palazzo Ducale

«Siamo di fronte all'ennesimo esempio di come si amministra questo paese e anche, se permettete, all'ennesimo fallimento delle politiche regionali sulla mobilità - prosegue il primo cittadino di Altopascio - se è vero che si tratta di situazioni, mi riferisco alla frana, che in generale possono capitare, è altrettanto vero che questo ennesimo episodio certifica lo stato veramente disastroso in cui versano le ferrovie toscane e il tratto da Pistoia a Viareggio in particolare. Stavolta, poi, la frana era stata ampiamente prevista. Nonostante anni di proclami da parte della sinistra che etichettava come progressista la rotaia e negativa la gomma, la gestione regionale delle ferrovie, in concorso con l'azienda di trasporto, ha creato solo problemi. Difficoltà e disagi ai pendolari e a tutti quelli che vorrebbero utilizzare i treni per spostarsi ma non possono farlo perchè i convogli non sono sicuri, sono sporchi, con la stragrande maggioranza di stazioni chiuse a parte Altopascio, dove l'amministrazione comunale ha investito molti soldi e si è impegnata per avere un bar e una sala d'attesa degne dei viaggiatori che le usano. Che dire poi del fatto accaduto alla Lucart, che dopo avere speso ingenti cifre per trasportare con i treni la loro produzione si è trovata di fronte a aumenti dei costi insopportabili?».

La rabbia dei pendolari: "Abbandonati a noi stessi"

«Da anni – chiude Marchetti – viene promesso il raddoppio della ferrovia, ma niente si verifica a parte rinnovare promesse in campagna elettorale che servono a prendere consensi, salvo poi offrire un servizio nel modo in cui è stata gestita la segnalazione del 21 settembre scorso. Una vergogna lo stato delle ferrovie toscane, rimaste, almeno nella nostra zona, alla situazione della seconda guerra mondiale, nonostanti i proclami di Rossi e compagnia».

Ed ecco il testo inviato per mail dall'ufficio tecnico del Comune di Altopascio ai referenti di Ferrovie dello Stato il 21 settembre 2015: «Oggetto cedimento fondazione ponte ferroviario su linea Lucca-Pistoia. Buongiorno, su disposizione del funzionario Lavori Pubblici ingegner Puccetti (che si è recato personalmente sul posto), sono a segnalare l'erosione del basamento delle fondazioni del ponte ferroviario ubicato sulla linea ferroviaria Lucca-Pistoia, da parte del rio di Rapecchio, in prossimità dell'ex Chiesa di Badia Pozzeveri. L'erosione in atto può minacciare gravemente la stabilità del ponte stesso, anche in considerazione dell'imminente stagione invernale. In attesa di vostra disposizione, si rende disponibile per un eventuale sopralluogo e porge distinti saluti. Geometra Peluso, Comune di Altopascio».

«La verifica della stabilità in quel punto – è la replica di Ferrovie dello Stato – era stata fatta il 28 ottobre scorso, oltre ai periodici controlli su tutta la linea». Risposta che, però, invece di placare il clima, rischia di alimentare altre polemiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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