Il Tirreno

Lucca

Tre mesi per la scissione di Gesam

Tre mesi per la scissione di Gesam

I dettagli dell’operazione: ecco come Toscana Energia diventerà il socio di maggioranza nell’azienda del gas

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La “road map” del futuro prossimo di Gesam è un percorso in due passi. Al termine del quale l’azienda passerà (come anticipata settimane fa dal Tirreno) sotto il controllo dei soci di Toscana Energia, con il Comune di Lucca (attraverso la Holding) in una posizione di minoranza. La “palla” è ora in mano al consiglio comunale. Che dovrà decidere se dare o meno seguito al percorso che, negli ultimi mesi, ha portato l’amministratore unico della Holding Andrea Bortoli a confrontarsi con i vertici di Toscana Energia. Ora Bortoli ha richiesto - con una determina - di ricevere indicazioni dal Comune. Lucca Holding chiede di poter sottoscrivere, insieme a Toscana Energia, una “lettera di intenti” non vincolante e , successivamente, di arrivare alla definizione di accordi vincolanti.

Le trattative con Toscana Energia hanno portato Bortoli a immaginare due “step” successivi, con lo scopo di far partecipare Gesam alla prossima gara per la rete di distribuzione di gas nel territorio provinciale.

Il primo scalino prevede di scindere Gesam spa (soci sono la Holding con il 59,69%, Toscana Energia con il 40% e il Comune di Capannori con lo 0,31%) in due società. Una, Gesam servizi, sarà partecipata al 100% dalla Holding si occuperà di vendita di gas ed elettricità, gestione di cimiteri, illuminazione pubblica. Ma è l’altra, Gesam reti, la più importante: perché è quella che dovrebbe partecipare alla gara per le reti. Nella sua compagine sociale continueranno a sedere i soci di Gesam Spa, ma con “pesi” diversi: Lucca Holding scenderà al 50,41%, mentre il Comune di Capannori salirà allo 0,38% e Toscana Energia al 49,21%.

Il progetto, però, non si ferma qui. Una società di questo tipo, anche se formalmente in regola per partecipare alla gara per la rete (essendo stata “asciugata” di tutte le attività estranee alla distribuzione del gas), rischierebbe di non avere la forza patrimoniale necessaria.

Ed è qui che arriva il secondo punto, condensato in un “Term sheet” fra Lucca Holding e Toscana Energia. Che prevede il conferimento a favore di Gesam Reti del ramo di azienda di Toscana Energia che già oggi si occupa della distribuzione del gas all’interno della provincia di Lucca. Questo porterebbe a un aumento di capitale che - con tutta probabilità - il Comune di Lucca non avrebbe la forza di sottoscrivere per la propria quota. E - di conseguenza - si avrebbe la “diluizione” della quota di partecipazione della Holding, con il Comune che andrebbe in minoranza.

L’accordo fra le due parti prevede già anche dettagli come la composizione e la nomina del consiglio di amministrazione: cinque membri sarebbero designati da Toscana Energia, due da Lucca Holding. A quest’ultima spetterebbe anche la designazione del presidente della società che, tuttavia, non avrebbe alcun ruolo operativo. Al contrario di quello che riguarda il’amministratore delegato che, però, sarebbe designato da Toscana Energia.

L’accordo prevede anche che la sede della società rimanga a Lucca e tutta una serie di dettagli sul funzionamento dela joint-venture. Ma, soprattutto, ci sarebbe un accordo anche per la tutela dei lavoratori. Una parte (una quindicina) di quelli dell’attuale Gesam spa passerebbe alla Gesam Servizi, mentre gli altri (circa 35) rimarrebbero a Gesam reti.

Questo è quanto Bortoli - confortato anche da un parere legale ad hoc del professor Giuliano Fonderico della Luiss di Roma - ha condensato nella sua determina-richiesta al Consiglio comunale. Ora il campo di gioco si sposta dalla tecnica societaria alla politica, che è chiamata a dare una risposta sul da farsi. Ma la partita non è priva di complicazioni. Innanzitutto - spiega Bortoli - anche con l’ok del Consiglio, l’accordo vincolante non potrebbe essere sottoscritto prima che gli amministratori di Gesam e Toscana Energia abbiano approvato scissione e conferimento nelle nuova società.

Tutti questi passaggi - spiega Bortoli - dovrebbero avvenire entro tre mesi. Perché allora saremo in prossimità della gara e, se il progetto non fosse compiuto, con tanto di secondo passo (cioè il passaggio di maggioranza a Toscana Energia), bisognerebbe chiedersi se ha senso andare avanti con la scissione. Il motivo è chiaro, ed è alla base di tutta l’operazione: senza l’apporto patrimoniale di Toscana Energia Gesam non riuscirebbe a partecipare (e tantomeno a vincere) alla gara per le reti. E allora per la società lucchese la fine sarebbe solo rimandata al subentro del nuovo gestore.

Luca Cinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web