Attenzione
Il pianoforte speciale “made in Lucca” sotto le dita di Bosso
Lo strumento utilizzato dal musicista star a Sanremo è fornito e preparato dal negozio “Pietrasanta”
LUCCA. La storia che ha portato un pianoforte lucchese sul palco del Festival di Sanremo, è una storia di casualità, di duro lavoro e di amicizia. È una di quelle che fa bene all'anima raccontare. Di quelle che sanno di sofferenza, ma anche di rinascita e, soprattutto, di esempio. Già, perché seduto sulla sua sedia a rotelle a premere quei tasti bianchi e neri, al teatro Ariston non c’era un artista qualunque, ma Ezio Bosso, il musicista e compositore colpito nel 2011 da una malattia neurodegenerativa progressiva.
Una performance, quella di mercoledì, che ha lasciato senza parole tutta l’Italia, ma che, probabilmente, non sarebbe stata possibile senza lo speciale pianoforte messo a punto da Piero Azzola nel negozio di musica Pietrasanta in via Nottolini che quest’anno festeggia i 196 anni di attività. «A causa della Sla, Ezio non avrebbe mai potuto suonare con un pianoforte qualunque – spiega il titolare – aveva bisogno di uno strumento calibrato diversamente così da rendergli più facile la pressione. E’ qui che siamo entrati in gioco noi: tramite un lavoro di equilibri, abbiamo alleggerito il peso dei tasti fino ai 30 grammi necessari».
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Un numero questo, a cui si è arrivati partendo dallo strumento che Bosso utilizza per suonare e comporre nell'intimità della sua casa: qualcosa di ormai vecchio, ma dalla meccanica particolarmente leggera. Così da un anno, con un procedimento a lungo studiato, in occasione dei suoi concerti, Azzola riassetta il pianoforte prima di caricarlo sul furgone e consegnarlo direttamente al musicista nelle sedi stabilite. Un lavoro, anche quello del trasporto, svolto personalmente dai proprietari (in collaborazione con le ditte Bussotti e Fabbrini di Firenze), non solo per la delicatezza dell’oggetto e per l’importanza del destinatario, ma anche perché gli ultimi ritocchi devono essere effettuati sul posto.
Nei momenti di pausa, invece, quando il piano non viene affittato, Piero Azzola lo ripone con cura nel suo negozio, nello spazio accanto al muro, proprio sotto alla dedica, incorniciata e appesa, che il musicista scrisse al titolare dopo il loro primo incontro del 13 febbraio 2015, come riporta la data segnata a margine. «Chi mette il cuore nelle cose salva il mondo. In quel pianoforte c’ho suonato io e le mie mani. Col cuore grazie. Col cuore a presto, molto…». Un anno fa esatto. Un giorno indelebile nella memoria di Azzola, un momento particolare, un appuntamento fortuito e fortunato che ha sancito l’inizio di un grande sodalizio personale e professionale. «Quello fu infatti il primo concerto dove Ezio suonò con questo strumento al teatro civico di La Spezia – spiega il titolare dell’attività di via Nottolini – e da allora non ci siamo più allontanati né sul lavoro, né come amici. E pensare che l’incontro fra il musicista e i negozianti di Lucca è stato tutto frutto di una casualità. Fu il violoncellista Mario Brunello, in occasione di uno spettacolo a Pisa, a parlarmi per primo della possibile richiesta di Ezio Bosso e a metterci in contatto. Devo essere sincero, allora lo conoscevo poco come artista e mancavano quindici giorni alla sua esibizione in Liguria».
La chiamata del compositore arrivò cinque giorni prima della performance a La Spezia e, con questa, il confronto sulla necessità delle speciali modifiche. Ci vollero giorni di lavoro per prepararlo, di errori e tentativi per mettere insieme una tecnica che tenesse conto degli equilibri del piano. «Da allora – afferma Azzola - è stata perfezionata sempre di più e Sanremo ha sancito il quattordicesimo appuntamento musicale insieme: lui sul palco e io dietro le quinte».
Mercoledì scorso, dopo la standing ovation del pubblico dell’Ariston, Ezio Bosso e Piero Azzola si sono incontrati fuori dalla struttura per salutarsi e commentare l’esibizione, proprio mentre quest’ultimo caricava nuovamente il pianoforte sul furgone alla volta di Lucca. «Mi ha detto che è stata davvero una bella esperienza – racconta il titolare – Era molto emozionato, ma io ero sicuro che sarebbe arrivato al cuore della gente. Perché Ezio è un personaggio sopra le righe, un uomo straordinario prima che un notevole musicista. Abbiamo costruito nel tempo un forte legame: la sua peculiarità, oltre alla forza e alla grande umanità che lo contraddistinguono, è quella di riuscire a creare solide relazioni che vanno oltre il lavoro e oltre il successo».
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