Il Tirreno

Lucca

Estorsione, condannato a 4 anni

Estorsione, condannato a 4 anni

Con violenza si faceva consegnare soldi dalla famiglia affidataria del figlio minore

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Condannato con rito abbreviato a 4 anni di reclusione per l’estorsione commessa ai danni della famiglia lucchese affidataria del figlio minorenne. Ciro Rosario Palumbo, 55 anni, napoletano, residente a Massa Macinaia dopo la condanna riportata in udienza camerale di fronte al gup Riccardo Nerucci (pm in aula Salvatore Giannino) resta recluso nel penitenziario di Napoli.

Una triste e squallida storia - condotta dalla squadra Mobile sotto la direzione del sostituto procuratore Piero Capizzoto - nata dalla segnalazione della famiglia affidataria di un minore, figlio naturale di Palumbo. Il malvivente era arrivato a colpire il padre affidatario, letteralmente terrorizzato di fronte alle prepotenze subite, procurandogli un vistoso ematoma al volto. A quel punto i poliziotti avevano avviato l'attività d'indagine, persuasi da una telefonata giunta in loro presenza in cui Palumbo, per l’accusa dedito all’alcol e al consumo di droga, chiedeva all'estorto una ricarica di 25 euro sulla Postpay altrimenti avrebbe spedito la famiglia affidataria in ospedale.

Per l’accusa una delle tante richieste ricevute dalla vittima con il nucleo familiare affidatario costretto a versare del denaro all'estorsore pur di vivere serenamente. Palumbo, autorizzato dal Tribunale per i minorenni a vedere il figlio in presenza dei servizi sociali, contravvenendo alla prescrizione avrebbe costretto la famiglia affidataria a lasciare la propria abitazione e a trasferirsi altrove in modo da occuparla insieme al figlio minorenne.

Una storia di minacce e richieste di denaro che andava avanti da mesi. Quasi quotidianamente e anche più volte al giorno, il malvivente campano , talora tramite il figlio minore che agiva in modo inconsapevole, chiamava la vittima perché ricaricasse la sua postpay.

Per procura e polizia spesso Palumbo accompagnava le richieste con minacce gravi, offendendo ripetutamente la vittima che tardava a soddisfarle. Nell'intenzione del Palumbo c'era quella di estorcere mille euro: denaro percepito dalla famiglia affidataria quale contributo al mantenimento del minore affidato.

Oltre alla famiglia lucchese la vera vittima delle violenze e delle prevaricazioni è stato il figlio minore che alcuni anni fa aveva perso la madre. Sottratto alla potestà del padre, ritenuto incapace di provvedere alla sua crescita, è stato poi coinvolto dallo stesso, pur tentando di resistere, nell'estorsione consumata ai danni della famiglia affidataria.

(l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze