Il Tirreno

Lucca

Carbonizzazione, chiesta l’inchiesta pubblica

di Nicola Nucci
Carbonizzazione, chiesta l’inchiesta pubblica

La Provincia vuole ulteriori approfondimenti sull’impianto da realizzare a Salanetti. Dubbi da Porcari

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CAPANNORI. Ulteriori integrazioni ed approfondimenti al progetto di un impianto di carbonizzazione da realizzare in località Salanetti, a Capannori. È questa la posizione della Provincia che, prima di iniziare la procedura di verifica di impatto ambientale, chiede all'azienda chiarimenti sul funzionamento dell’impianto sotto l'aspetto degli odori e delle emissioni nell’aria, della tecnologia dell’impianto e della “catalogazione” giuridica e tecnica del prodotto finito.

Adesso la palla passa alla Creo srl, la società dell'imprenditore lucchese e amministratore unico Luca Gelli, che dovrà rispondere agli interrogativi dell'amministrazione di palazzo Ducale. Poi la Provincia, oppure la Regione se il trasferimento di competenze sarà ultimato, avrà altri 45 giorni di tempo per stabilire se quest’opera è idonea ad ulteriori valutazioni oppure se deve essere “bocciata”, come accaduto con il progetto di impianto di carbonizzazione presentato nel 2014 dall'allora società Gielle.

La Creo, che vuole realizzare un biocarbonizzatore anche a Piombino (zona porto), lo scorso 30 ottobre, ha presentato alla Regione un progetto per ottenere l'autorizzazione e una richiesta di finanziamenti. A spiegare le motivazioni della procedura il presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini. Per il quale «è fondamentale fare tutti gli approfondimenti necessari trattandosi di un impianto innovativo».

Per il primo cittadino capannorese è «inutile fare disquisizioni ideologiche o prese di posizione basate sulle ipotesi, ma capire se l’innovazione che porta è benefica, vale a dire è coerente con la strategia Rifiuti Zero. Se rappresenta un’opportunità concreta per la comunità oppure è da escluderne la realizzazione nel nostro territorio. Ad oggi risposte certe non le abbiamo. La Provincia, chiedendo elementi integrativi si è comportata in modo serio e responsabile di fronte a un tema delicato e complesso».

Una complessità che per Menesini richiede un procedimento di valutazione di impatto ambientale e anche un’inchiesta pubblica, «se opportuno per cittadini e comitati, che ci permetta di avvalersi delle competenze di esperti in materia. La tecnologia e l’innovazione sono delle opportunità da cogliere se garantiscono uno sviluppo sostenibile. Sarò invece il primo a fare battaglia, qualora emergesse che questo impianto produce rifiuti. Il percorso è ancora lungo, abbiamo il tempo di fare le valutazioni. Al momento opportuno, chiederò alla Regione di convocare un tavolo ad hoc e coinvolgerò esperti del settore e i cittadini, nell’interesse di tutti».

Porcari dice no. Sulla stessa posizione il Comune di Porcari che ha inviato un'osservazione a Provincia e Regione in cui si chiede un'inchiesta pubblica sul sull'impianto di biocarbonizzazione che dovrebbe sorgere a Salanetti. Nel comune di Capannori, ma al confine con Porcari. L'amministrazione, nel documento, esprime forti dubbi e perplessità a partire dall'ubicazione dell'impianto, «troppo vicino ai centri abitati e le possibili conseguenze negative della struttura ricadrebbero proprio sul nostro comune». In più, per l'amministrazione della Torretta, «si tratta di una tecnologia ancora in fase sperimentale e sono necessarie tutte le verifiche possibili».

Porcari chiede «quali sono le misure tecniche previste per abbattere i rischi di maleodoranze in fase di carico e scarico dei materiali in ingresso e dalla fermentazione della materia organica durante lo stoccaggio e la lavorazione». Dalla documentazione risulta che verranno trattati rifiuti con codice 1908, i cosiddetti fanghi provenienti da lavorazioni industriali. Preoccupazione è già stata manifestata da parte dei comitati ambientalisti, pronti anche ad iniziative di mobilitazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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