Sicurezza
Scuola, mobilità caos Insegnanti a rischio di trasferimenti coatti
Cambiano le regole per gli assunti nelle fasi B e C E chi vuole la Valle potrebbe ritrovarsi in Versilia
LUCCA. Rebus mobilità per gli insegnanti. Da una parte l'introduzione degli ambiti territoriali, che andranno a sostituire la titolarità sulle singole scuole, dall'altra la totale mancanza di certezza sui criteri che saranno adottati nella valutazione delle domande di trasferimento. La preoccupazione regna sovrana fra i docenti della "buona scuola", quelli immessi in ruolo a ottobre 2015 nelle cosiddette fasi B e C e assunti nell'organico di potenziamento degli istituti, oggi gli unici interessati dai cambiamenti della riforma in materia di mobilità. Una preoccupazione che comunque si estenderà ben presto all'intero corpo docente, visto che dal prossimo anno scolastico le novità riguarderanno tutti gli insegnanti.
Differenze di trattamento che rappresentano oggi uno dei primi motivi di insoddisfazione di professori e professoresse, se è vero che, come dicono da più parti, è impensabile che un docente possa essere considerato in maniera differente se assunto prima del 2014/2015 o dopo (anno scolastico 2015/2016). Oppure, anche se assunto nello stesso anno, ma non nel medesimo mese, sia valutato in modo diverso a seconda delle fasi in cui è ricaduto o del tipo di graduatoria di riferimento. Pensieri e riflessioni che sono al centro del dibattito, come dimostra il tavolo di trattativa fra sindacati nazionali e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, impegnati proprio in questi giorni a discutere su questi temi per cercare di arrivare a una soluzione entro i primi di marzo.
«Le differenze ci sono - spiega Fabrizio Rocca, segretario di Lucca e Massa-Carrara della Flc Cgil - Gli insegnanti della fase 0 e A conservano le stesse modalità di quelli assunti prima dell'anno scolastico 2014/2015. Conservano cioè la titolarità sulle scuole per la mobilità provinciale; stessa cosa per quelli della fase A, solo che nel loro caso la mobilità interprovinciale avviene sui nuovi ambiti territoriali oggi in via di definizione». Ambiti che suscitano parecchie perplessità, soprattutto per le modalità attraverso cui sono state operate le suddivisioni del territorio, che tengono in considerazione i numeri, ma non la conformazione fisica e geografica delle zone interessate. «Basti dire - continua Rocca - che per la provincia di Lucca sono stati individuati due ambiti: uno che riguarda Lucca e Piana e l'altro che invece accorpa Versilia e Valle del Serchio, come se Viareggio e Castelnuovo di Garfagnana fossero confinanti. È opportuno comunque precisare che gli insegnanti immessi in ruolo nella fase A mantengono la possibilità di indicare la scuola prescelta e le varie alternative anche per lo spostamento nell'ambito territoriale». Tutta un'altra musica, invece, per i docenti assunti nelle fasi B e C, che si sposteranno solo sulla base degli ambiti territoriali e, ad oggi, potranno sperare di insegnare nella scuola desiderata confidando nella discrezionalità del dirigente scolastico. A lui, infatti, spetta valutare il curriculum e scegliere se accettare o meno una candidatura. «La titolarità dall'anno 2016/17 non sarà più su una specifica scuola, ma su un ambito territoriale - continua il sindacalista - L'ambito di titolarità potrà essere, quindi, uno tra quelli richiesti dal docente nella domanda di mobilità, oppure potrà essere attribuito d'ufficio. Ma neanche questo rappresenta una garanzia per poter insegnare in una specifica scuola: il docente trasferito nell'ambito potrà "scegliere" la scuola in cui vorrebbe insegnare, inviando il suo curriculum, ma sarà il dirigente scolastico a conferire l'incarico a uno dei docenti che ha presentato la propria candidatura. Questo è il punto più delicato e controverso di tutta la questione».
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