Il Tirreno

Lucca

Vaccino anti-meningite, in coda dalle 4 di notte

di Gianni Parrini
L'ambulatorio del Campo di Marte
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L'ambulatorio del Campo di Marte

In centinaia all’ambulatorio del Campo di Marte, ma le dosi sono razionate. Molti se ne vanno, altri attendono il loro numero scritto a mano su un foglietto

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LUCCA. Svegli a notte fonda per un vaccino. Un padre e i suoi due figli ventenni si sono presentati al Campo di Marte, secondo piano dell’edificio C, alle 4,15 del mattino. Il personale che si occupa della vaccinazioni contro la meningite non era ancora entrato in servizio, allora si sono seduti e hanno aspettato. Hanno voluto iniziare così la loro lunga giornata, per essere sicuri di ricevere quella iniezione che scaccia il meningococco e soprattutto allontana la paura del contagio. Non sono stati i soli a fare una levataccia. Dopo di loro, intorno alle 5, è arrivata un’anziana signora, allarmata dalle notizie che circolano in rete sulla meningite. Poi, alla spicciolata, altre centinaia di persone hanno affollato la sala d’attesa. Dato che la macchinetta che dà i numeri non era in funzione, qualcuno ha pensato bene di cominciare a scrivere l’ordine d’arrivo su degli foglietti di carta. Giusto per non fare confusine. Dieci, venti, trenta... settanta e ottanta. Stop. Le infermiere, arrivate nel frattempo, hanno comunicato ai presenti che le dosi erano poche e che l’Asl aveva deciso di razionarle per farle bastare almeno fino a lunedì, quando è atteso un nuovo rifornimento da parte dell’Estar, la centrale regionale che distribuisce i farmaci. «Stamani ne facciamo 80, oggi altri 20: poi basta», hanno spiegato le infermiere.

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Molti hanno bofonchiato e se ne sono andati, altri sono rimasti in attesa di una qualche defezione tra quelli che li precedevano nella lista. Le operazione di vaccinazione, infatti, sono andate avanti per ore e i numerini scritti a penna sui foglietti di carta strappati da un quaderno hanno creato qualche problema: «Io sono arrivato alle 6,45 con mio fratello – spiega Andrea, 21 anni – Ho preso il numero 71 e mi sono messo ad aspettare. Il mio turno è arrivato intorno alle 12,30, ma quando l’infermiera ha chiamato il 71, ecco la sorpresa: eravamo in due ad avere lo stesso numero...». Alla fine la situazione si è risolta, ma qualche disagio c’è stato, inutile negarlo: di fronte a un afflusso così massiccio il personale del reparto non è in grado di provvedere contemporaneamente alle vaccinazioni e ai nuovi arrivi in sala d’attesa. Problema, quest’ultimo, da non trascurare: il via vai di gente in cerca di vaccini è proseguito per tutta la mattina. Non sapendo bene come stessero le cose, i nuovi arrivi si sono messi in fila. Nessun cartello li avvertiva dello stop alle iniezioni .

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«È un gran caos – dice una signora – Io ho chiesto al mio dottore se poteva farmelo lui, ma purtroppo non ha aderito alla campagna di prevenzione dell’Asl. L’unica soluzione è venire qui e aspettare». «Il problema – interviene un altro signore che è lì dal primo mattino – è che le dosi non sono sufficienti per tutti. Si rischia di perdere la mattinata per niente. Almeno ci fosse qualcuno a dirci cosa fare». Intorno alle 12, 30 in sala d’attesa ci sono ancora 30-40 persone: si presenta il dottor Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento di Prevenzione: «Il vaccino lo facciamo a tutti, ma non c’è nessuno motivo di allarme – spiega ai presenti– Stiamo cercando di razionare le dosi per farle bastare almeno fino a lunedì, quando dovrebbe arrivare il nuovo approvvigionamento della Regione. Allora il problema dovrebbe risolversi. Ma ripeto, non c’è alcun motivo di fare le corse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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