Sicurezza
Mercato, ricorso sì o no ultimi giorni per decidere
A breve gli ambulanti saranno chiamati per la scelta del posto alle Tagliate È partita la mobilitazione nelle associazioni: ma una posizione ancora non c’è
LUCCA. Saranno decisivi i prossimi giorni, anzi i giorni dei prossimi mercati settimanali per decidere sul dilemma che da mesi divide e accende gli ambulanti del maggiore mercato lucchese. La clessidra è rovesciata: il conto alla rovescia è iniziato. A breve l’amministrazione comunale li convocherà, uno a uno, per la scelta del posto da occupare nella nuova sede prevista (e attrezzata, con una spesa ultramilionaria) per il mercato alle Tagliate. E una volta che avranno accettato quel posto con quel numero, che avranno apposto la propria firma sulla proposta che verrà loro presentata, ci sarà ben poco da recriminare.
Dall’altra parte però gli ambulanti riottosi ad accettare il trasferimento, quelli che hanno raccolto le firme per far sentire il dissenso (e ne hanno raccolte molte centinaia) hanno promesso e urlato che avrebbero avviato un ricorso contro la decisione del Comune: ma ancora non hanno deciso. Adesso però il tempo stringe e con tutte le probabilità sarà l’occasione del mercato di sabato 13 febbraio a essere determinante: sarà l’occasione per ridiscutere, faccia a faccia, l’ipotesi di un ricorso al Tar prima (per chiedere la sospensiva del provvedimento di trasloco alle Tagliate) e di una eventuale causa poi (qualora il Tar desse loro ragione).
Dalla loro parte gli ambulanti hanno il sostegno di molti commercianti della zona est del centro storico e non solo: alimentari e ortofrutta, bar, pasticcerie e altri tipi di negozi, compatti con gli ambulanti a rifiutare in blocco di veder sparire il mercato dal perimetro delle Mura urbane.
Con tutte le probabilità questi commercianti potrebbero anche condividere con gli ambulanti l’onere del ricorso. Negli ultimi giorni le riunioni, nelle sedi delle associazioni di categoria (Confesercenti prima e Confcommercio giusto ieri sera) si sono susseguite, anche alla presenza di legali esperti in materia civile e penale che si sono messi a disposizione per il confronto. E con molte probabilità anche le stesse associazioni saranno ben disposte a collaborare, insieme, per raggiungere l’obiettivo di conservare il mercato ai Bacchettoni. Meno probabile, invece, è che siano le associazioni a farsi carico, in prima persona, del ricorso o dei ricorsi: quello dovranno intestarselo gli ambulanti, che poi le associazioni potranno sostenere e aiutare.
Un bel caos. Perché un ricorso al Tar possa essere avviato, sarà necessario che lo sottoscriva almeno la metà degli ambulanti, quindi almeno una settantina su centotrenta. I tempi del trasferimento intanto, nei piani dell’amministrazione, slitteranno a dopo Pasqua. I bagni pubblici sono ultimati ed è pronta per la firma la convenzione con la Croce Rossa che sarà incaricata di gestirli.
Tempi che vanno di pari passo a un progetto che sta per partire all’ex Casa del Boia dove - nei piani per maggio - aprirà il museo della Francigena e nella casermetta San Salvatore (ex canile) la foresteria annessa. Impegni importanti che l’amministrazione si è presa con la Fondazione Crl (che ha pagato il recupero dei due edifici e anche delle Mura) con tanto di piano per riqualificare la zona dei Bacchettoni. Ecco l’altro motivo (oltre ai problemi di sicurezza vari del mercato attuale) per il quale le bancarelle dovrebbero sloggiare dai Bacchettoni. A meno che gli ambulanti (o chi per loro) faccia un’azione vera, forte, immediata ed efficace.
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