Il Tirreno

Lucca

Ricatto a luci rosse per il figlio di un albergatore lucchese

di Gianni Parrini

Il giovane si era appartato in auto con la fidanzata di un altro uomo. Da lì la richiesta di denaro La coppia è stata condannata per il reato di tentata estorsione: due anni per lui, uno per lei

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LUCCA. «C’hai provato con la mia ragazza, ora mi girano parecchio...». È più o meno con queste frasi minacciose che un uomo e una donna (aiutati da un terzo complice) hanno tentato di estorcere del denaro al figlio di un noto albergatore lucchese, reo di essersi appartato in macchina per pochi minuti con la signorina sbagliata. Insomma, una sorta di ricatto a luci rosse, sebbene tra i due non sia successo proprio niente.

Ieri il tribunale di Lucca (presidente del collegio il giudice Stefano Billet) ha giudicato i due imputati: si tratta di Giovanni Forestieri, trentenne di Altopascio, condannato a 2 anni 2 mesi; e di Elena Ciramini, 22enne di Lammari, condannata a 1 anno e 4 mesi. Il terzo uomo implicato nella vicenda, un nomade residente in via della Scogliera, aveva patteggiato 10 mesi nell’ottobre scorso.

I fatti risalgono al 2013. Il giovane figlio dell’albergatore, girando per Lucca a bordo di una bella macchina, incontra Ciramini. La giovane, probabilmente impressionata dal “bolide”, chiede di poter salire a bordo per fare un giro. L’imprenditore acconsente: la cosa dura solo pochi minuti e a detta della parte offesa, non succede pressoché niente. Ma poco dopo aver riportato la ragazza al punto di partenza, il ragazzo si vede arrivare sul telefonino le chiamate di Forestieri, sedicente fidanzato della giovane. «Le hai messo le mani in mezzo alle gambe, ora mi girano...».

A quel punto entra in scena un nuovo personaggio: si tratta di un nomade già noto alle forze dell’ordine, che per conto del fidanzato geloso, si presenta dal figlio dell’albergatore e chiede dei soldi. «Se non ci dai il denaro ti denunciano per tentata violenza». Pare che per dar più credito alle sue richieste, arrivi persino a minacciare di dar fuoco all’albergo. In verità, le somme richieste non sono gran cosa: prima 1.500 euro, poi 200.

Seppur impaurito, il giovane rampollo non scuce un soldo, così la ragazza e il fidanzato “tradito” cercano di aumentare la pressione: tre giorni dopo l’incontro incriminato, si presentano al pronto soccorso, dove la signorina dichiara di aver subito un tentativo di violenza. I medici le riscontrano solo uno stato di ansia, ma intanto il referto c’è. La vittima della tentata estorsione a quel punto si rivolge a un amico che lavora nelle forze dell’ordine e da lì si apre l’indagine. Il terzetto viene intercettato dagli inquirenti che in breve riescono a ricostruire la vicenda e a ottenere il rinvio a giudizio.

Il nomade, come detto, ha patteggiato la pena di 10 mesi lo scorso ottobre, mentre ieri in aula si è decisa la sorte degli altri due imputati: Giovanni Forestieri (il fidanzato geloso difeso dall’avvocato Marco Treggi) e la signorina Elena Ciramini. Il sostituto procuratore Enrico Corucci ha chiesto la condanna a due anni per Forestieri e a un anno per Ciramini, entrambi accusati di tentata estorsione. Il collegio giudicante ha accolto le richieste dell’accusa: Forestieri è stato condannato a 2 anni e 2 mesi, e al pagamento di 500 euro di multa e delle spese processuali; Ciramini, invece, è stata condannata a un anno e 4 mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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