Il Tirreno

Lucca

L’ILLEGALITÀ E QUELLA LEGGE CHE NON ARRIVA

di LUIGI SPINOSI

di LUIGI SPINOSI Esci dall’incontro con chi, sulla strada, ha perso un figlio. E mentre guidi un’auto che arriva dalla parte opposta ti sfanala con gli abbaglianti. Il motivo? Semplice, più avanti c’è...

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di LUIGI SPINOSI

Esci dall’incontro con chi, sulla strada, ha perso un figlio. E mentre guidi un’auto che arriva dalla parte opposta ti sfanala con gli abbaglianti. Il motivo? Semplice, più avanti c’è un autovelox. Funziona così. Non c’è solo chi, davanti all’illegalità, preferisce voltarsi dall’altra parte, ma anche chi, invece, sceglie di schierarsi apertamente dalla parte dell’illegalità. Perché andare a 80 o 100 su una strada dove il limite è 50 è un comportamento illegale, e potenzialmente assassino. E quell’automobilista che oggi hai “salvato” da una multa, domani potrebbe coinvolgere anche te in un incidente. Non stupisce più di tanto, dunque, quanto sta accadendo a Roma. Da un lato l’introduzione del reato di omicidio stradale, che si perde nelle nebbie degli iter legislativi, oggetto di rivalse di tipo politico tra i vari partiti, con i piccoli interessi di tornaconto elettorale che passano avanti a tutto. Dall’altro, invece, la decisione di depenalizzare il reato (anzi, ormai non lo si può nemmeno più chiamare così) di guida senza patente, come se chi abbiamo delegato a rappresentarci vivessero in un mondo diverso da quello della gente comune. Ma più probabilmente la classe politica non fa altro che rispecchiare la società che l’ha eletta, che comprende anche l’automobilista che sfanalava.

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