Proteste
«Chiederemo i danni per le case allagate»
La rabbia di alcuni residenti dopo che l’acqua ha invaso seminterrati e cantine rovinando tutto ciò che c’era dentro
LUCCA. Il pianoforte di Daniela Bartolini non suonerà per un po’. L’acqua, entrata a cascata nel suo seminterrato in via per Sant’Alessio, ha sommerso per circa venti centimetri anche lo Stenwey dei primi del ’900 insieme a tutto il resto degli arredi, alcuni di questi ormai irrimediabilmente compromessi. Dopo l’arrivo dei vigili del fuoco che hanno “risucchiato” la maggior parte dell’acqua entrata nellabitazione di Daniela Bartolini da ben tre punti, ciò che resta sul pavimento è un cumulo di fango appiccicoso: sui muri il segno visibile del punto di picco raggiunto dalla melma, negli occhi della donna lo spavento e la rabbia per i troppi danni subiti. «Sembrava un’esplosione, come una bomba - racconta Daniela Bartolini - e subito dopo è arrivato un fiume d’acqua. Fortunatamente ho avuto il buon senso di salire ai piani alti, altrimenti, se fossi rimasta nel tinello dello scantinato non so cosa mi sarebbe potuto succedere». L’abitazione della donna infatti, è quella che si trova più vicina al punto in cui è avvenuta la rottura della tubazione. «All’inizio, quando ho visto l’acqua entrare a cascata, presa dallo spavento ho addirittura pensato che fosse il Serchio - racconta ancora Daniela - poi ci ho pensato e ho realizzato che non potesse essere possibile visto che il fiume non è alto. Ho chiesto aiuto affacciandomi alla finestra del piano di sopra poi sono arrivati i vigili del fuoco che hanno messo delle paratie e hanno cominciato ad aspirare l’acqua che era davvero tanta». Quando arriviamo nella casa di Daniela c’è il geometra che fa le foto a tutti i mobili danneggiati. «Chiederò i danni - dice Daniela - tra l’altro avevo appena finito di risistemare a modo l’appartamento e ora devo ricominciare da capo. Per fortuna posso stare al piano di sopra perché qui ci vorrà parecchio tempo prima che sia di nuovo utilizzabile».
Anche il vicino di casa di Daniela Bartolini, Maurizio Sgamba ha dovuto fare i conti con i danni provocati dall’acqua. La porta è aperta e lui insieme alla moglie è al lavoro per provare a salvare il salvabile. Le sedie sono sistemate sopra il tavolo, intorno solo stracci pieni di melma. Per accedere alla loro abitazione è necessario percorrere un breve vialetto che conduce dietro la via per Sant’Alessio, a due passi da fiume Serchio: ed è questo il percorso “fatto” anche dall’acqua che da qui si è infilata dritta dritta nelle loro case.
«Abbiamo avuto bisogno dell’intervento dell’idrovora dei vigili del fuoco - racconta Maurizio Sgamba - e ora c’è fango da tutte le parti. Per fortuna la cucina è salva ma i mobili del salotto e il divano sono davvero compromessi. Per fortuna le camere sono al primo piano. Anch’io comunque chiederò i danni perché ne abbiamo avuto parecchi».
Stessa situazione anche nell’abitazione di Fabio, un altro residente della via che ieri mattina si è ritrovato con un fiume d’acqua che ha invaso la casa.
«Ho visto che qualcosa non andava dal ponte sopra il Serchio - racconta Fabio - così sono sceso per vedere cosa fosse successo e qui dietro ho trovato un fiume d’acqua. Anche aprendo i tombini non siamo riusciti a smaltirla e alla fine mi si è allagata tutta la casa». Queste sembrano essere state le situazioni più critiche nella via per Sant’Alessio insieme a una cantina allagata sul lato opposto della strada, al civico 22. Un uomo e una donna, armati di secchi, stivali e tanta pazienza lavorano per asciugare la stanza e renderla nuovamente utilizzabile. Ci saranno anche qui almeno venti centimetri d’acqua. Le ciotole piene di detersivi si spostano dagli scaffali spinte dall’acqua. La lavatrice è a mollo in questa cantina al civico 22 della via per Sant’Alessio. (f.s.)
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