Gioco
Alunni a scuola di legalità per un futuro più sereno
Parte a Villa Basilica un progetto educativo rivolto alle scuole elementari e medie Al centro degli incontri la sicurezza stradale e il pericolo del cyberbullismo
VILLA BASILICA. Costruire una generazione responsabile: questo l’obiettivo del progetto presentato ieri in municipio a Villa. Tutto nasce da una tragedia, quella che nell’ottobre del 2014 costò la vita al diciassettenne di Ponte Buggianese Massimo Massimi, travolto mentre era alla guida di uno scooter da un’automobilista ubriaco. Da allora la famiglia di Massimo è impegnata in una battaglia di civiltà, perché altre famiglie non debbano soffrire quanto. Una battaglia su più fronti, attraverso la Onlus che porta il nome di Massimo: da una parte l’impegno per sostenere la legge sull’omicidio stradale, dall’altra le campagne nelle scuole, per educare i giovani al rispetto delle regole. Quelle stesse regole che non furono rispettate da chi uccise il loro caro.
Una mobilitazione che da subito, attraverso il consigliere comunale delegato alla sicurezza Maurizio Aversa, era arrivata anche a Villa Basilica, con una mozione a sostegno dell’introduzione del reato di omicidio stradale. Lo stesso Aversa si è fatto poi promotore di questa campagna rivolta alle scuole, già avviata con successo nei vicini Comuni della Valdinievole, ossia il progetto “Vivere la scuola”, che vuole educare le giovani generazioni alla legalità e al rispetto del prossimo, in tutte le sue accezioni: la sicurezza stradale certo, ma anche il bullismo e la sua variante moderna e potenzialmente assassina del “cyberbullismo”.
A presentare il progetto, oltre allo stesso Aversa, il sindaco di Villa Giordano Ballini, il vicesindaco Elisa Anelli, Massimiliano Massimi, papà di Massimo e presidente della Onlus a lui dedicata, il vicepresidente dell’associazione Securtec Pietro Marini e il dirigente dell’istituto comprensivo Gino Carignani.
«È un piacere collaborare con questo progetto – ha commentato il sindaco Ballini – è importante parlare ai giovani di rispetto delle regole, di legalità. Un progetto che abbraccia tanti aspetti importanti, come quello del bullismo. Fortunatamente da noi questo fenomeno è ancora marginale, ma ciò non ci deve far abbassare la guardia. È bene prevenire».
Dopo i ringraziamenti è stato Massimi ha spiegare il significato profondo di questa iniziativa, «che ci da la possibilità di spiegare che la vita è fatta di regole e che quando queste non vengono rispettate è difficile convivere; lo dice anche il nostro motto, rispetta le regole e sorridi alla vita, perché sicuramente un comportamento virtuoso rende la vita migliore per se e per gli altri». Educare le giovani generazioni è importante per il futuro, ma, troppo spesso, il problema non sono i giovani: «Più che con i bambini e i ragazzi – ha evidenziato Massimi – bisognerebbe parlare con i genitori. Coloro che ammazzano, e i numeri parlano chiaro, sono persone di età compresa tra i 25 e i 65 anni, le vittime sono soprattutto giovani dagli zero ai 25 anni. È la mia generazione quella che ha fallito».
Da parte sua il dirigente Carignani ha evidenziato come mettere in pratica iniziative del genere rientri a pieno titolo nelle attività didattica, chiamata a formare gli adulti di domani. Gli incontri prenderanno il via lunedì 15, e anche Pietro Marini, da parte sua, ha messo in evidenza la necessità di organizzare iniziative analoghe anche per i grandi: «Vorremmo dialogare anche con i genitori, perché siamo convinti che, nella formazione dei giovani, tutto parta dall’esempio che hanno in casa». (l.s.)
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