Il dolore
Un lite che si è consumata in pochi minuti
Parlano i residenti: «Ci siamo accorti dell’accaduto solo quando sono arrivati i carabinieri»
ALTOPASCIO. Un agguato fulmineo e brutale, un’imboscata sotto casa nel centro del paese. Una pioggia di calci e pugni sferrati con furia cieca contro i tre malcapitati della fazione opposta fino a farli crollare sul selciato, sanguinanti, per poi darsi alla fuga per non farsi beccare sul posto dall’arrivo delle forze dell’ordine. Si è trattato di un’aggressione punitiva, attuata da un gruppo di una decina di persone provenienti da Montecatini, quella che si è consumata poco dopo il tramonto ad Altopascio, organizzata per regolare chissà quali conti nell’ambito di una faida tra bande straniere. Pochissimi minuti di brutalità, tanto fulminei ed estemporanei da passare quasi inosservati agli occhi dei residenti e dei pochi esercizi commerciali aperti di via Cavour del tardo pomeriggio domenicale, che a malapena si sono accorti dell’accaduto. Solo successivamente, quando sul posto sono arrivate a sirene spiegate le volanti dei carabinieri e le ambulanze, alcuni si sono resi conto che qualcosa di grosso era appena capitato. Tra questi anche Concetta Rosamilia, residente in un palazzo che dà sul luogo dell’avvenuta aggressione: «La cosa più strana è che io e mio marito non abbiamo sentito niente - racconta - non un grido, non una richiesta d’aiuto, nonostante fossimo entrambi in salotto e avessimo gli scuri della finestra aperti. Solo quando abbiamo visto la luce dei lampeggianti ci siamo affacciati, vedendo i carabinieri e alcune persone sdraiate a terra». È stato l’arrivo delle ambulanze che ha fatto capire che fosse successo qualcosa di veramente grave: «Sul momento ho quasi pensato che si trattasse di alcuni ubriachi. Poi ho visto caricare una persona su un’ambulanza, ripartita a gran velocità e sirene spiegate. Qualcuno poi ha pulito il marciapiede con delle secchiate d’acqua e ho capito che quello che veniva lavato via doveva essere sangue». Una brutalità che però non sembra aver scosso più di tanto i residenti della zona, consapevoli forse del fatto che si sia trattato esclusivamente di un regolamento di conti tra bande, un episodio che quindi non coinvolge la comunità locale quanto, piuttosto una ristretta cerchia di personaggi: «In fondo erano già parecchi anni che non accadevano episodi di tale gravità - conclude la signora Rosamilia - e non mi sento particolarmente minacciata. Penso che cose del genere capitino purtroppo un po’ da tutte le parti».
Andrea Giorgi
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