Attenzione
Micheloni: un tesoro verde da salvare
Il consigliere Guido Angelini chiede una serie di interventi per valorizzare l’area dei Laghetti
CAPANNORI. Il degrado dell'area che lo circonda avanza, e rischia di rovinare uno dei polmoni di verde pubblico della Piana. Gli alberi caduti a marzo non sono stati ancora rimpiazzati e la fontanella è chiusa. Manca anche un parcheggio, la rete fognaria è troppo piccola e tarda a partire la sostituzione delle vecchie strutture di servizio. Un peccato non valorizzare a pieno l'area dei Laghetti e il parco "Micheloni", un’oasi della frazione di Lammari, che la congiunge con San Cassiano a Vico, una delle ultime zone che ha mantenuto le caratteristiche del paesaggio rurale.
Il consigliere di zona Guido Angelini, presidente della commissione urbanistica, ha in testa un progetto che «nell'arco di due anni faccia tornare a splendere una delle zone più apprezzate e belle della Piana sotto il profilo ambientale e naturale, molto frequentata da famiglie, ragazzi e anziani».
È un luogo prediletto per passeggiate, appassionati di footing e praticanti di pesca sportiva e calcio. Uno degli spazi più amati è il parco giochi per bambini, all'interno del grande parco realizzato nel 2006 dal Comune e dalle associazioni del territorio.
Tra i problemi sollevati da Angelini anche la manutenzione di via del Fondaccio, con l’inserimento di un senso unico consentendo il libero accesso ai residenti: «In primo luogo la strada deve essere risagomata e asfaltata. Ora è piena di buche e con un manto stradale completamente usurato, nonché pericoloso per gli ampi e rovinosi smarginamenti (da una parte col canale di irrigazione e dall'altra con muretti e terreni agricoli). La strada potrebbe avere anche un tratto di pista ciclopedonale, costruendo un nuovo canale di fianco a quello attuale che, comunque, non può e non deve essere tombato perché è fondamentale per lo scorrimento delle acque».
Sosta e fognature sono altri due “nodi”: «Deve essere costruito un parcheggio pubblico di fianco al campo sportivo come da previsione urbanistica, abbattendo la fatiscente e insalubre capanna utilizzata trent'anni fa dai pastori. È necessario realizzare la condotta fognaria e la rete idrica estendendola a tutte le attività esistenti, al parco e alle famiglie delle vicine corti, ripristinando la fontanella chiusa dopo il sopralluogo dell’Asl. È urgente anche la piantumazione di nuovi alberi su tutta l'area intorno ai laghetti, all'ingresso del parco, nei viottoli e lungo i percorsi pedonali. Molti caduti durante gli eventi ventosi ma anche per l'incuria».
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