Sicurezza
L’orologio della Torre potrebbe ripartire
L’Opera delle Mura ha chiesto dei preventivi per la riparazione e non esclude di puntare sul finanziamento collettivo
LUCCA. Da anni ormai quell’orologio, capolavoro incastonato nella Tor dell’òre, segna sempre le sette e sette minuti. Che ci sia lo zampino della spietata Lucida Mansi? Che sia riuscita nell’intento di bloccarlo post mortem? Leggende (e battute) a parte sono quasi dieci anni che l’orologio, composto da affascinanti e precisi ingranaggi che il genio del ginevrino Louis Simon riuscì ad assemblare nel 1754, ha smesso di funzionare. Lancetta immobile e con essa anche le campane che per tantissimo tempo hanno scandito le giornate dei lucchesi, giorno e notte, riportandoli, anche se solo per il tempo di un rintocco, nella città che fu.
Malinconia a parte, nulla sembra essere ancora perduto perché, nelle intenzioni dell’Opera delle Mura, c’è anche quella di riportare in auge il vecchio e complesso orologio, lo strumento che si rivelò fondamentale per la “sopravvivenza” della torre di via Fillungo, risparmiata dalla distruzione proprio perché utile a scandire il tempo.
Un intervento che però, ha bisogno di mani esperte, in grado di comprendere quel meccanismo e di realizzare dei pezzi in maniera artigianale ad hoc ma anche di un investimento econonico cospicuo per il quale non i esclude di coinvolgere anche soggetti privati. Il presidente dell’Opera delle Mura infatti, non demorde e conferma che, da parte loro, la volontà di rimettere in sesto l’orologio c’è. «Stiamo cercando di capire di che tipo di intervento si tratta - spiega il presidente dell’Opera delle Mura, Alessandro Biancalana - e stiamo chiedendo dei preventivi in giro. Fino a fine febbraio la Torre delle Ore rimarrà chiusa ma sicuramente, per risolvere il problema dell’orologio ci sarà bisogno ancora un po’ di tempo. Ci teniamo comunque che riprenda a funzionare anche se probabilmente sarà necessario un intervento economico cospicuo. La cosa ci sta parecchio a cuore quindi non escludiamo nemmeno la possibilità di fare una campagna di crowdfunding per cercare un finanziamento collettivo».
Il presidente Biancalana infatti, fa presente che in questo periodo, «sono stati fatti degli importanti investimenti, il più grosso di svariate decine di migliaia di euro per l’orto botanico dove sono stati previsti interventi strutturali ma anche il recupero di manufatti che sono già in corso e l’altro, meno ingente, per la manutenzione della Torre Guinigi».
E alla difficoltà nel reperire i fondi necessari, si somma anche quella di trovare un artigiano in grado di ripararlo.
«Dall’esame che abbiamo fatto - spiega ancora Biancalana - pare che manchino dei pezzi da fare a mano. La macchina dell’orologio è svizzera e non so se riusciremo a trovare qualcuno in grado di metterci le mani qui in Italia. Comunque ci stiamo muovendo per capire di cosa si tratta e poi ci comporteremo di conseguenza. Ci sta anche che non ci sia bisogno di spendere delle cifre esorbitanti. Prima vediamo i preventivi e poi facciamo i conti».
Dal primo dicembre, sia la Torre delle Ore che la Torre Guinigi hanno anche un nuovo gestore, ovvero la cooperativa Temp di Pisa che insieme all’Opera delle Mura, ha messo in campo delle proposte per migliorare i servizi turistici dei monumenti che più di tutti sono in grado di catalizzare l’interesse dei visitatori. «Stiamo provvedendo a fare degli interventi importanti - dichiara la presidente di Temp, Mirna Giordani - che in questo momento riguardano soprattutto la Torre Guinigi. Finora, oltre alla tinteggiatura, sono state risaldate le scale in ferro e anche le grondaie sono state ripulite dall’acqua piovana. Ma le cose da fare sono tante e per garantire un servizio sempre migliore abbiamo bisogno di tempo. Il guano degli uccelli ad esempio è un problema che stiamo cercando di risolvere definitivamente ma prima abbiamo bisogno dell’ok della Soprintendenza».
La proposta avanzata dalla cooperativa Temp è infatti quella di installare delle reti nelle finestre del piano che precede l’ultimo per evitare che gli uccelli possano entrare. «Non abbiamo altro modo - spiega ancora Mirna Giordani - per gestire il problema del guano che si accumula molto velocemente quindi speriamo che la risposta della Soprintendenza arrivi il prima possibile. Per garantire un servizio ancora migliore poi, stiamo lavorando con un gruppo di architetti che stanno provvedendo a fare un pannello informativo che contenga tutto ciò che c’è da sapere sulla Torre Guinigi. L’altra idea è poi quella di realizzare un bookshop nella stanza che si trova sulla sinistra rispetto all’ingresso, che abbiamo già provveduto a svuotare e pulire. Anche la scala di ferro, ora arrugginita, verrà ritinteggiata. Stiamo lavorando col massimo dell’impegno per far sì che tutto funzioni al meglio».
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