Il Tirreno

Lucca

L’antenna di Sant’Alessio per ora non va rimossa

di Luca Cinotti
L’antenna di Sant’Alessio per ora non va rimossa

Decreto del Tar di Firenze contro l’ordinanza emanata a fine 2015 dal Comune «Ci sono elementi di gravità e urgenza»: prossima udienza il 9 marzo

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Contrordine, l’antenna di via Fonda a Sant’Alessio per il momento non deve smettere di funzionare, così come ha ordinato il Comune alla fine dello scorso anno. A deciderlo è un giudice del tribunale amministrativo regionale della Toscana, che ha accolto con un decreto la richiesta urgente di Telecom di bloccare l’efficacia del provvedimento di palazzo Orsetti.

La decisione del presidente della prima sezione del Tar nasce da un ricorso che la compagnia telefonica ha presentato contro il ministero dei beni culturali, la Soprintendenza, il Comune di Lucca, la Provincia, la Regione, l’Autorità di Bacino e l’Arpat. Come oggetto, la cancellazione di tutti gli atti che, a fine del 2015, hanno portato alla revoca del via libera all’antenna di via Fonda, contestatissima dai residenti della zona.

A luglio dello scorso anno, il Tar aveva già dato ragione a Telecom contro il Comune. Ma da allora erano accaduti un paio di fatti nuovi, utilizzati da Palazzo Orsetti per tentare di bloccare l’antenna. Da una parte un rinnovato provvedimento della Soprintendenza, che “sanava” i problemi contenuti in quello cassato dai giudici amministrativi. Dall’altra, le pronunce dell’Autorità di bacino del fiume Serchio, che hanno collocato il sito in una zona soggetta a inondazioni.

Risultato: il Comune - che al momento della presentazione della richiesta di Telecom, nel 2013, era rimasto inerte arrivando così al silenzio-assenso - aveva dato il via al procedimento di revoca. Arrivando così all’atto dello scorso 16 dicembre, che imponeva a Telecom di ripristinare lo stato dei luoghi, rimuovendo l’antenna e tutte le opere accessorie. Con un ulteriore atto datato 23 dicembre, poi, il Comune ordinava «la cessazione immediata dell’esercizio dell’impianto per la diffusione del segnale radiotelefonico», perché «svolto in assenza di titolo abilitativo».

Come era facile prevedere, Telecom non si è data per vinta e si è rivolta al giudice. Chiedendo l’emissione di un provvedimento monocratico di urgenza, di un decreto cioè che il giudice prende solo esaminando le carte, senza alcun contraddittorio.

Il giudice ha spiegato che riescono «a percepirsi elementi di estrema gravità ed urgenza per sospendere il solo provvedimento di cessazione immediata dell’esercizio (...) e di rimozione dell’impianto medesimo».

Inoltre, da questa sospensione «l’interesse pubblico non sembra subire effetti particolarmente dannosi».

Le parti si troveranno davanti al collegio dei giudici amministrativi il prossimo 9 marzo, per la decisione della richiesta di sospensiva: fino ad allora l’antenna, con buona pace dei combattivi residenti di Sant’Alessio, potrà continuare a funzionare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa